19/05/08

immigrazione e cittadinanza, Vis


qui trovi programma e sede. (un po' scomoda)http://www.volint.it/new/files/Programma_0.pdf
l'orario è 20.30 (abbondanti) - 22.30.

temi:
"un panorama della presenza straniera in italia -quadro statistico e tendenze attuali-
e un approfondimento sui diritti e doveri riconosciuti ai cittadini stranieri, di fronte agli scenari: invisibili, ospiti, titolari di diritti universali o cittadini: quale status?"

15/05/08

stranieri denunciati o condannati?




questo è il commento che ho inviato all'articolo di boeri su lavoce.
V. www.lavoce.info/articoli/pagina1000400.html

Gent.le Boeri, condivido in pieno la sua analisi in merito alla gravità dell'indulto, la superficialità con cui è stato adottato e le gravi conseguenze derivate, sia in termini politici che di incremento dei reati. Ed è verissimo che giustizia e regole disastrate alimentano paure e insofferenza, in primis verso gli stranieri.
Tuttavia i dati presentati sul rapporto tra stranieri e criminalità mi sembrano solo in parte attendibili.
Lungi da me negare che la questione sia sul tavolo (in particolare nel passato recente, in connessione all'effetto combinato indulto-libera circolazione comunitari), tuttavia i dati sui denunciati non corrispondono affatto a quelli sui condannati.
Gli autori di violenze sessuali sono stranieri nel 22,7% dei casi quando la vittima è italiana ed nel 10,2% se la vittima è straniera. Rispetto agli omicidi volontari consumati su vittime italiane, gli autori stranieri rappresentano il 10,2% del totale. (Min. Interno, Rapporto sicurezza 2007, cap.IX,5). Purtroppo mentre i dati sui denunciati sono disponibili disaggregati per nazionalità, lo stesso avviene molto raramente per le statistiche sui condannati, che sarebbero ben più utili.

400 gg per assumere un immigrato



Severa analisi della Corte dei Conti: 400 giorni per un'assunzione

La relazione annuale evidenzia complessità procedurale, carenze normative e di programmazione dei flussi. Il meccanismo è inadeguato e contribuisce all'irregolarità: va
rivisto e velocizzato

La Corte dei Conti, con Delibera 6/2008 del 27 marzo 2008, adotta la relazione annuale sulle "Attività di gestione integrata dei flussi di immigrazione". Tale relazione, che sarà inviata ad ogni Ministero competente affinché ne risponda entro sei mesi in Parlamento, evidenzia numerose incongruenze nella disciplina normativa e nell'esecuzione dei procedimenti amministrativi. Il tema dell'immigrazione è stato più volte esaminato dalla Corte: con le delibere 22/2003, 10/2004, 10/2005 (V. in T:\RICERCHE\Corte dei Conti).
La Corte ha sollecitato la valutazione dell'efficienza dell'apparato organizzativo generale, innovato nel 2005 con l'istituzione degli sportelli unici per l'immigrazione, ritenendo ineludibile l'accertamento "dei difetti e delle cause della insoddisfacente gestione integrata dei flussi immigratori."
L'istruttoria si è basata sulla richiesta di informazioni, dati ed indicatori alle PP.AA. competenti: ne è risultata frammentazione, lacunosità assenza di coordinamento. "Si è notata fra l'altro una sostanziale carenza di coordinamento, nell'ambito del Ministero dell'interno, fra le attività di competenza dei Dipartimenti per le libertà civili e l'immigrazione e della pubblica sicurezza. In una solitudine di fatto risulta aver operato il Ministero degli affari esteri, al quale la legge n. 189/2002 ha assegnato il ruolo di rilasciare i visti d'ingresso nei Paesi di provenienza degli immigrati. I costi sostenuti da ciascuna amministrazione sono stati esposti con criteri frammentari, disomogenei e di limitata significatività."
Incisivamente vengono indicate le carenze di comunicazione e di coordinamento tra le PP.AA.: "è confermata la sostanziale assenza di un colloquio sistematico fra le amministrazioni, la mancanza di una strategia unitaria di azione, e quindi la difficoltà di migliorare adeguatamente il quadro informativo necessario per l'approfondimento dei temi d'indagine. Il procedimento complessivo è apparso frammentato e tale da non permettere di individuare i titolari, sia di forme concrete di responsabilità nei confronti dell'utenza (costituita dai datori di lavoro e dagli immigrati), sia dei compiti (e delle conseguenti responsabilità) di coordinamento delle operazioni complessive.
Sono riconosciuti i limiti della normativa vigente: "è stata implicitamente segnalata da tutte le amministrazioni l'esigenza di semplificare le disposizioni vigenti, da rendere per quanto possibile efficaci e più agevolmente applicabili in un sistema fondato sull'integrazione delle attività."


Programmazione dei flussi d'ingresso
La relazione, analizzando la serie storica dei decreti flussi, rileva "come assai ampia e in progressiva divaricazione sia la forbice tra quote programmate e domande pervenute". "Il fenomeno, esponenziale a partire dal 2004 sino all'anno corrente, sembra mostrare come il mercato, specialmente in settori quali la collaborazione domestica e assistenza alla persona e l'edilizia, presenti una domanda di lavoro ormai qualitativamente stabile che ogni anno si propone in costante crescita, finendo per indurre a regolarizzazioni periodiche che mal si conciliano con le disposizioni normative vigenti in materia di politica gestoria dell'immigrazione."
Nel sistema di valutazione dei fabbisogni, emergono tre aspetti: lo scarso apporto informativo da parte delle Regioni, la sottovalutazione degli ingressi per ricongiungimento, la concomitante competenza del Ministero della Solidarietà Sociale e del Lavoro. Le circostanze considerate inducono a ritenere che alle serie difficoltà di valutazione intrinseche alle dinamiche del mercato del lavoro, "si aggiungono alcune carenze di informativa degli operatori su elementi importanti per la quantificazione dei fabbisogni che, di conseguenza, non può ritenersi operata con piena cognizione di causa".
Gli sportelli unici per l'immigrazione
"Non soddisfacente": definisce così l'attività degli sportelli unici sull'immigrazione la Corte dei Conti, ipotizzando che una quota di stranieri, vista la lentezza dei procedimenti di regolarizzazione, sia stata indotta a permanere in uno stato di clandestinità. Le cause afferiscono carenze di organizzazione, mezzi e personale.
La Corte rileva l'incompiutezza della riforma avviata con la costituzione degli Sportelli Unici, rimasti una struttura sostanzialmente di front-office, piuttosto che di gestione unitaria dell'intero procedimento. La Corte, preso atto che i riscontri sulle concrete attività svolte degli sportelli non sono apparsi soddisfacenti, sottolinea l'utilità di riflettere sulle funzioni di tali uffici e raccomanda di valutare se i costi di funzionamento della fitta rete di sportelli possano essere ripagati dall'efficacia dei servizi.


Il procedimento di assunzione di lavoratori subordinati stranieri
I tempi di attesa riguardanti il copioso iter amministrativo che va dalla domanda di assunzione, al rilascio del permesso di soggiorno fino all'effettivo inserimento lavorativo, sono stimati tra i 350 e i 400 giorni.
Nella valutazione circa il buon esito delle assunzioni, la Corte ha rilevato i rischi di assunzioni figurate: in questo quadro "le amministrazioni, che hanno incontrato difficoltà per svolgere le operazioni elementari di gestione dei flussi annuali, non sono apparse in grado di fornire elementi affidabili sulle possibili anomalie che potrebbero aver caratterizzato i rapporti di lavoro instaurati successivamente al primo".
Tempi d'attesa, costi e complessità procedurale hanno comportato l'esito negativo della maggior parte delle richieste di assunzione, con un'eccedenza rilevante dei nullaosta rilasciati rispetto alle richieste di concessione dei permessi di soggiorno. Si può ipotizzare che una quota rilevante di stranieri, per i quali i datori di lavoro hanno presentato le domande di assunzione, possa essere stata indotta, dalla difficoltà di recarsi nei Paesi di origine, a permanere nella clandestinità.


Emblematici i dati riferiti ai flussi 2006:


Flussi 2006 – Attività PP.AA. al 30.10.2007
domande presentate 419.132
pratiche definite 384.137
nulla osta rilasciati 255.026
visti rilasciati 189.141
permessi di soggiorno 141.676



"Il fenomeno, induce a riflettere, al di là di ogni valutazione sull'efficiente gestione del procedimento, sull'effettività della rispondenza dell'impianto normativo della legge 189/2002, per quel che attiene alle modalità di acquisizione di lavoro straniero regolare, alla realtà del Paese."


Per approfondire:
www.corteconti.it
Relazione della Corte dei Conti

il re è nudo



un articolo di oggi del Corsera fa il punto sulla situazione dell'ultimo decreto flussi.


L'ennesimo grido "il re è nudo".
Ma tanto i sudditi sono sordi.


riporto i dati più significativi:

170.000 quote disponibili

728.917 richieste sin'ora pervenute
47.924 richieste esaminate (in 5 mesi)

26.343 nulla osta rilasciati (negli altri casi diniego/ rinuncia)



Aggiungo, già che ci siamo, i dati del 1° Rapp. Immigrazione, Min. Interno, che mi sembrano cmq molto sottostimati:

nel triennio 2005-07
su 581.728 domande presentate ,
sono stati rilasciati 411.927 nulla osta
e ritirati solamente 189.123 visti di ingresso

in pratica la macchina lavora, quando lavora, prevalentemente a vuoto.

10/05/08

assunzione stranieri 2007



Come forse saprete, oggi è stato pubblicato in G.U. il decreto flussi 2007 per l'assunzione di cittadini extracomunitari residenti all'estero (ed anche, per triste e diffusa prassi, di stranieri irregolari che dovranno tornare in patria per poi fare ingresso regolare nel paese a seguito dell'assunzione sanando la loro posiz).


Le quote previste per quest'anno sono di 170.000 lavoratori stranieri.


Gli elementi base del decreto flussi sono usuali:

- quote prestabilite in base alle nazionalità e le professioni

- una data per inoltrare le domande: la concorrenza consiglia di sfruttarla al secondo iniziale (!). (dalle ore 8.00 del 15 dicembre in poi).

- un'istruttoria di vari mesi per autorizzare o meno le domande.


Quest'anno tuttavia ci sono alcune novità tecniche:

1.le domande nn vanno inviate su cartaceo presso le poste, bensì via internet dopo aver scaricato un programma operativo ed essersi registrati

2. le date di invio delle domande sono scaglionate in base a nazionalità e professione

3. presso patronati ed enti convenzionati si riceve aiuto gratuito e assistenza tecnica.

4. i moduli sono stati semplificati ed il datore successivamente dovrà presentare documentazione integrativa


Gli interessati non devono perdere tale occasione, altrimenti dovranno aspettare un altro anno (eventuali decreti infra-annuali si basano in ogni caso sulle graduatorie già formatesi).


Anche i cittadini stranieri in Italia con permesso di soggiorno per studio possono convertire il proprio permesso in p.s. per lavoro subordinato: nel limite di 3.000 quote, a fronte ovviamente di una proposta contrattuale. Tale occasione è invece irripetibile: può beneficiarne lo studente che abbia terminato il proprio percorso di studi, purchè faccia domanda nell'anno di conclusione del ciclo formativo. Successivamente nn sarà più possibile e nn c'è possibilità di proseguire il soggiorno in Italia, poichè il motivo iniziale dell'ingresso si è esaurito.


per ogni approfondimento su quote, tempi e modi per le richieste visitate il sito www.interno.it, molto esauriente.


ps.se invece volete assumere un comunitario (rumeni etc., ormai 1/5 della presenza straniera), nn c'è alcun bisogno del decreto.Il loro soggiorno è regolato secondo tutt'altre disposizioni, che meritano di essere approfondite molto meglio di quanto si stia facendo attualmente..In proposito consiglio: http://www.meltingpot.org/archivio1040.html

bando comune di roma


segnalo un Bando del Comune di Roma per aiutare i cittadini stranieri a intraprendere o proseguire attività di lavoro autonomo.
(budget 700.000 euro)

V. www.comune.roma.it
www.autopromozionesociale.it.
Nuove agevolazioni in arrivo per aiutare gli immigrati nella capitale a diventare piccoli imprenditori – o a migliorare la propria attività –.
E' il secondo bando, lanciato dall'Ufficio Autopromozione Sociale (Assessorato Sviluppo Locale e Lavoro) con i fondi ex art. 14 legge 266/97, dopo quello pubblicato nel 2004. Questa volta il 'salvadanaio' è di 700 mila euro, destinabili a qualsiasi attività economica – compresi bar e locali pubblici per le imprese già esistenti –.
Ecco come funziona il bando, che scade il 12 maggio 2008: beneficiari sono gli immigrati provenienti da paesi "a forte pressione migratoria", domiciliati nella provincia di Roma. Possono chiedere le agevolazioni sia imprese nuove (anche se costituite da meno di 18 mesi) che già attive. Requisiti richiesti: 1) per le ditte individuali (nuove o esistenti), il titolare dev'essere un cittadino immigrato; 2) per le società: almeno il 50% dei soci dev'essere costituito da immigrati; 3) per le società di capitale, oltre al requisito 2, il 50% delle quote dev'essere detenuto da cittadini immigrati. Oltre ai requisiti obbligatori saranno valutate le caratteristiche dei progetti. In particolare: "la capacità del progetto di entrare in settori ad elevato livello di qualificazione professionale" e quella di far emergere le capacità e le competenze degli immigrati "non sviluppate nell'attuale mercato del lavoro". Le agevolazioni copriranno il 50% dei piani d'investimento e non potranno superare, per ogni impresa, i 50 mila euro. Chi le otterrà, avrà due tipi di sostegno: 1) finanziamento a tasso d'interesse agevolato dello 0,50% annuo, per un importo non inferiore al 50% dell'agevolazione concessa; 2) contributo a fondo perduto per la quota restante.

Per informazioni: sportello immigrati di Via delle Zoccolette 19 (per appuntamento, chiamando lo 06-68136176 , tutti i giorni escluso il mercoledì dalle 14 alle 16,30); centro servizi di Via Montuosi 5 (per appuntamento, chiamando lo 06-51888329 , lunedì mercoledì e venerdì dalle 9 alle 13). Per saperne di più, e per scaricare il bando e la relativa documentazione, vedere www.autopromozionesociale

17/04/08

Da immigrato a cittadino: esperienze in Germania e in Italia"


Integrazione degli immigrati, delle loro famiglie e dei giovani
Ambasciata di Germania - Roma e Caritas Italiana
con la cooperazione della Friedrich Ebert-Stiftung, Roma
e del Dossier Statistico Immigrazione Caritas-Migrantes
Edizioni Idos - Roma
Aprile 2008
Pagine: 125 (in lingua italiana) - 131 (in lingua tedesca)
Prezzo: euro 4,00

L’obiettivo del volume, con testo bilingue italiano-tedesco, è quello di favorire un confronto tra due significative esperienze migratorie europee, mettendo a disposizione i dati statistici fondamentali per la comprensione, valorizzando gli approfondimenti degli studiosi e le ricerche sul campo, coinvolgendo i responsabili politici e gli amministratori e suscitando un dibattito.
Il volume è stato presentato giovedì 17 aprile 2008 a Roma:

05/12/07

immigrati: si può scegliere?

bell'editoriale de L'infedele.aperto dal celebre spot svizzero per gli africani: non venite!

20/01/07

posti cuscino


una storia di ordinaria follia: un'inchiesta sugli alloggi per stranieri a roma.
v. link + video
www.repubblica.it/2007/01/sezioni/cronaca/dormitorio-pigneto/dormitorio-pigneto/dormitorio-pigneto.html

26/10/06

nuovomondo


Coney Island: il funzionario per gli ingressi dei nuovi immigrati negli USA, interroga aspramente gli emigranti siciliani, fissa i requisiti e rispedisce in patria gli inadeguati.
La risposta dovrebbe risuonare per ogni legislatore che si appresta a regolamentare in materia.
"who on earth do you think you are, writing these rules? God?"




21/08/06

riforme immigrazione 06


dopo un'estate ricca di fermenti, condivido una scaletta fatta al rientro in ufficio, su quanto è stato approvato o annunciato in materia di riforme sull'immigrazione.
ovviamente altri cambiamenti ci aspettano..

in vigore:
Permessi di soggiorno validi nelle more del rinnovo
http://www.stranieriinitalia.it/news/permessi8ago2006.htmhttp://www.stranieriinitalia.it/news/direttiva9ago2006.doc
Libera circolazione e assunzione cittadini neocomunitari
www.stranieriinitalia.it/news/neocomunitari31lug2006.htmhttp://www.stranieriinitalia.it/news/neocom21lug2006.htm
Stagionali extraUE: nuovo decreto flussi per 30.000 ingressi
www.stranieriinitalia.it/news/decreto10ago2006.htmhttp://www.stranieriinitalia.it/news/decreto10ago2006.zip

disegni/proposte di legge:
Decreto flussi bis, 350.000 quote per le domande presentate entro il 21 luglio
www.stranieriinitalia.it/news/data21lug2006.htm

Cittadinanza: il ddl del Governo, altri ddl di alcuni parlamentari, dossier e articoli sul tema
www.stranieriinitalia.it/news/cittadinanza7ago2006.htmhttp://www.stranieriinitalia.it/news/cittadinanza8ago2006.htm
Confronto Stati: http://www.meltingpot.org/articolo8214.html
Dossier e bibliografia: http://download.repubblica.it/pdf/diario/15082006.pdf RODOTA' http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=BPFB2
Galli della Loggia: http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=BNB4X
Sintesi riforma: http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=BML7X

Bozza Decreto Legge su ricongiungimenti familiari
www.interno.it/news/articolo.php?idarticolo=22721http://www.stranieriinitalia.it/news/ricongiungimenti2ago2006.htmhttp://www.stranieriinitalia.it/news/ricongiungimenti28lug2006.htm

Permesso soggiorno per ricerca lavoro
www.stranieriinitalia.it/news/ferrero1ago2006.htm

Carta di soggiorno dopo 5 anni
www.interno.it/news/articolo.php?idarticolo=22721http://www.stranieriinitalia.it/news/carta28lug2006.htm

Varie:
Guida multilingue della Questura di Roma (nuovi uffici e recapiti)
http://www.stranieriinitalia.it/news/roma8ago2006.htm
UnionCamere: il 20% dei nuovi negozi è degli immigrati
http://www.stranieriinitalia.it/news/commercio17ago2006.htm
Viminale: dati aggiornati su clandestini, espulsioni, asilo
www.stranieriinitalia.it/news/viminale14ago2006.htm

02/01/06

Libertà e ragione

Libertà e ragione l’unico passaporto

di Amartya Sen


Lo scontro delle civiltà più pericoloso è negare le identità altrui deformando la propria. Per ammazzare i Tutsi si diceva alle reclute Hutu di dimenticare la comune origine africana e del Ruanda.
Le scuole etniche o religiose che praticano l’odio si contrastano con un multiculturalismo fondato sulla libertà e la ragione. Così i bambini del futuro impareranno la comune storia delle civiltà.

I fatti di violenza e le atrocità di questi ultimissimi anni hanno avviato un periodo non soltanto di conflitti spaventosi, ma anche di notevole confusione. La politica dello scontro globale viene spesso interpretata come corollario delle divisioni religiose o culturali del mondo. C’è la convinzione che la popolazione del pianeta possa essere divisa in categorie.
Categorie definite secondo un metodo di partizione al di sopra di tutto. Una visione a senso unico è un ottimo sistema per riuscire a non comprendere praticamente nessuno al mondo.
Nelle nostre vite quotidiane, ci consideriamo membri di svariati gruppi. La stessa persona può essere cittadina britannica, originaria delle Indie Occidentali, d’ascendenza africana, musulmana, vegetariana, socialista, donna, amante del jazz, insegnante e matematica.
Ciascuna di queste categorie le conferisce un'identità particolare; sta a lei decidere quale importanza relativa attribuire a ciascuna di queste affiliazioni, in ogni particolare contesto. Nella vita le responsabilità della scelta ragionata sono centrali.
Al contrario, la violenza è alimentata dal senso di priorità che viene data a una pretesa identità. Quando arruolavano gli Hutu per ammazzare i Tutsi, alle reclute potenziali veniva soltanto detto che erano Hutu («odiamo i Tutsi»), e non anche Kigaliani, Ruandesi, Africani ed esseri umani (identità che anche un Tutsi può condividere). Purtroppo, anche parecchi tentativi organizzati per fermare la violenza e il terrorismo hanno il difetto di una visione a senso unico. I tentativi di politicizzare l’Islam non sono venuti solo dai reclutatori di terroristi, maanche da quegli oppositori secondo cui l’identità islamica è l'unica identità di una persona musulmana. Questo ha davvero ingigantito il potere e la voce delle guide religiose, talvolta a spese della società civile.
I problemi globali hanno un effetto rilevante sulla politica interna della Gran Bretagna. Per molti versi, la Gran Bretagna ha avuto grandissimo successo nell’integrare persone di origini e retroterra differenti in confronto a certi altri Paesi europei. Le radici dell’integrazione possono essere trovate nei vari impegni per sostenere le opportunità e le libertà di tutti i residenti legali, immigrati come nativi. Il contributo forse più significativo, la cui importanza spesso non è sufficientemente riconosciuta, viene dalla concessione piena e immediata del diritto di voto a tutti i residenti britannici del Commonwealth, che costituiscono la maggior parte dell’immigrazione non-europea. Questa conquista è stata rafforzata da un trattamento largamente non discriminatorio nella sanità, nell’istruzione e nella sicurezza sociale: tutto ciò ha contribuito ad integrare piuttosto che a dividere.
Fin qui, tutto bene. Ma anche la Gran Bretagna è sempre più minacciata dal pericolo di una visione a senso unico, in particolare per quanto riguarda le religioni e le comunità. Una visione che sta guadagnando terreno anche nella politica ufficiale. Non si tratta di stabilire se il multiculturalismo sia andato «troppo oltre». Il punto è quale direzione debba prendere. Se cioè debba garantire alle persone la libertà di una scelta culturale invece di insistere sulla salvaguardia di un’identità definita dalla comunità religiosa di provenienza, ignorando tutte le altre priorità e affiliazioni.
L’attuale politica statale di promozione attiva delle nuove «scuole della fede» per bambini musulmani, hindu, sikh e anche cristiani non è problematica solo dal punto di vista educativo; incoraggia una percezione frammentata delle aspirazioni di vita dei nuovi cittadini inglesi. Molte tra queste nuove istituzioni sono state create proprio nel momento in cui l’importanza attribuita alla religione era diventata una delle principali fonti di violenza nel mondo. Si ripercorre una strada conosciuta dalla Gran Bretagna con la divisione tra Cattolici e Protestanti nell’Irlanda del Nord che fu causata anche da una scolarità segmentata.
Fa certamente bene il premier Tony Blair a notare che «in queste scuole c’è un senso fortissimo dell’etica e dei valori». Ma l’istruzione non consiste soltanto nel tenere i bambini, anche quelli molto piccoli, immersi in un’etica vecchia, ereditata. Consiste anche nell’aiutarli a sviluppare la capacità di ragionare sulle decisioni che dovranno prendere da adulti. Uno scopo ben più importante del raggiungimento di qualche parità stereotipata rispetto ai britannici.
Le azioni della gente sono influenzate da molte affiliazioni, non solo da quella religiosa. Per esempio, la separazione del Bangladesh dal Pakistan era collegata alla fedeltà manifestata alla lingua e alla letteratura bengalesi, assieme ad altre priorità laiche condivise da tutti gli schieramenti politici del Pakistan prima che il Paese fosse diviso. I musulmani del Bangladesh che vivono in Gran Bretagna o in qualsiasi altro posto possono benissimo essere orgogliosi della loro fede islamica, ma questa non offusca la dignità delle altre affiliazioni.
Il multiculturalismo che pone l’accento su libertà e ragione va distinto dai «monoculturalismi plurimi» con rigida cementazione delle divisioni. Alle madrassa, le scuole religiose islamiche, può interessare poco il fatto che quando unmatematico moderno invoca un algoritmo per risolvere un problema di calcolo difficile, aiuta a commemorare il contributo laico del grande matematico musulmano del IX secolo Al-Khwarizmi, dal cui nome deriva quel termine («algebra» viene dal suo libro, Al Jabr wa-al-Muqabilah). Non esiste alcun motivo per cui i vecchi britannici, come i nuovi, non debbano celebrare questi grandi collegamenti. Il mondo non è una federazione di appartenenze etniche religiose. Né lo è, si spera, la Gran Bretagna.
Corriere della Sera 02 gennaio 2006


(Traduzione di Laura Toschi)