22/04/10

nuovi cittadini? uno su cento ce la fa

articolo edificante di Vladimiro Polchi su repubblica. Io sottolinerei, piuttosto, che su 4.300.000 stranieri le concessioni di cittadinanza hanno raggiunto quest'anno il record di 40.000: meno dell'1%. uno dei valori più bassi d'europa

Operai, istruiti e stranieri l'identikit dei nuovi italiani

Non rallenta la corsa dei neo-cittadini: oltre 40mila nel 2009. Perlopiù albanesi e marocchini, residenti fra Roma e MIlano, con in tasca un diploma di scuola media superiore o una laurea. Ma sono ancora tanti gli ostacoli per ottenere la cittadinanza



È la carica dei nuovi italiani: oltre 40mila nel 2009. La corsa dei neo-cittadini non rallenta: è come se ogni anno una nuova città, grande come Rieti, diventasse di colpo italiana. Il loro identikit? Operai, per lo più albanesi e marocchini, residenti tra Roma e Milano, con in tasca un diploma di scuola media superiore o una laurea. Ma come si diventa italiani? In attesa della riforma più volte annunciata, la nostra legge sulla cittadinanza resta ferma al '92 e obbliga gli immigrati a una lunga via crucis. Per acquistare il passaporto italiano ci sono, oggi, due strade. La prima si chiama "naturalizzazione": l'immigrato deve dimostrare una residenza ininterrotta di 10 anni e un reddito minimo (8.300 euro all'anno, 11.300 con un coniuge a carico). La seconda è sposare un italiano e presentare richiesta dopo due anni dalla cerimonia. Una volta soddisfatti i requisiti, bisogna armarsi di santa pazienza: l'attesa media è infatti di oltre 4 anni, anche se la legge parla di una procedura lunga al massimo due.

Le cose non migliorano neppure per chi è nato in Italia, da genitori stranieri: deve infatti aspettare la maggiore età per chiedere la cittadinanza, dimostrare una residenza "senza interruzioni" fino ai 18 anni e ha solo un anno di tempo (fino al compimento del diciannovesimo anno) per presentare la domanda.

fuoricorso, ma fino a un certo punto

Permesso di soggiorno per studio: sì al rinnovo, anche se nell’anno solare non sono stati superati due esami.
Per il Consiglio di Stato il termine entro cui gli studenti universitari stranieri devono superare i due esami per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno non è riferito all’anno solare ma a quello accademico.


Con sentenza depositata la scorsa settimana, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso della Questura di Firenze che aveva impugnato la decisione del Tar della Toscana favorevole ad uno studente tunisino che si era visto rigettare la domanda di rinnovo del permesso di soggiorno per studio in quanto nel mese di novembre, alla scadenza del titolo, non aveva sostenuto nell’anno solare alcun esame.
Secondo i Giudici della VI sezione di Palazzo Spada se è vero che il regolamento di attuazione del Testo unico immigrazione prevede che il permesso di soggiorno per studio possa essere rinnovato “agli studenti che nel primo anno di corso abbiano superato una verifica di profitto e negli anni successivi almeno due verifiche”, in realtà la nozione di ‘anno di corso’ non è riferita all’anno solare, bensì alla diversa articolazione dei cicli di studio universitari aventi periodicità annuale.

21/04/10

cosa dice l'Europa sull'immigrazione

Ue: nella Conferenza di Saragoza sull’integrazione la Spagna chiede “politiche comuni”.
Per la Presidenza di turno è importante condividere “buone pratiche” e trovare indicatori comuni per le politiche.


Una base giuridica solida e condivisa con politiche di integrazione comuni. Sono i punti in agenda del vertice di Saragoza dei Paesi Ue sui temi dell’integrazione. L’incontro, una due giorni iniziata ieri, è stata convocata dalla Presidenza di turno spagnola dell’Ue con la partecipazione di alcuni ministri comunitari responsabili per le questioni dell’immigrazione, con l’Italia rappresentata dal sottosegretario Nitto Palma.
Aprendo i lavori della conferenza, il ministro dell’Immigrazione iberico, Celestino Corbacho, ha detto che finora “l’assenza di una base giuridica solida” non ha consentito il varo di “una vera politica comune” dell’immigrazione nell’Ue, una situazione che dovrebbe cambiare con il trattato di Lisbona. Carbacho ha anche sottolineato che in Europa finora “sono stati sviluppati modelli diversi di integrazione, ognuno con il proprio sfondo politico e giuridico e con problemi specifici”.
Il segretario di Stato, Anna Terron, ha aggiunto che la Presidenza di turno spagnola dell’Ue punta alla definizione di indicatori comuni che consentano di valutare su basi comparabili “i risultati delle diverse politiche di integrazione” nazionali in modo da poter individuare le “buone pratiche” rispettive.
Durante la conferenza è stato illustrato un dossier statistico sui flussi migratori nei 27 Paesi tra il 1997 e il 2008, dove sono arrivati circa 14 milioni di immigrati extra Ue. Secondo dati Eurostat la Germania è il Paese che ne ospita il maggior numero (7,2 milioni, l’8,8% della popolazione) davanti a Spagna (5,2 milioni, 11,6%), Regno Unito (4 milioni, 6,6%), Francia (3,7 milioni, 5,8%) e Italia (3,4 milioni, 5,8%).

20/04/10

stagionali 2010: aperti i flussi















Dalle ore 8.00 del 21 aprile i datori di lavoro possono presentare le domande per i cittadini non comunitari residenti all'estero, entro la quota massima di 80.000 unità. Previste 4.000 unità per lavoro autonomo


Dalle ore 08.00 del giorno 21 aprile 2010, sino alle ore 24.00 del 31 dicembre 2010, i datori di lavoro possono presentare le domande di nulla osta per lavoro stagionale previste dal Decreto Flussi 2010, utilizzando l’apposito programma disponibile per il download all'indirizzo:
http://nullaostalavoro.interno.it/Ministero/download

Il decreto flussi 2010 consente l'entrata in Italia di lavoratori extracomunitari stagionali entro la quota massima di 80.000 unità, da ripartire tra le regioni e le province autonome con provvedimento del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

La quota riguarda:
  • I lavoratori subordinati stagionali non comunitari di Serbia, Montenegro, Bosnia- Herzegovina, Repubblica ex Yugoslava di Macedonia, Kosovo, Croazia, India, Ghana, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka e Ucraina.
  • I lavoratori subordinati stagionali non comunitari dei seguenti Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere accordi di cooperazione in materia migratoria: Tunisia, Albania, Marocco, Mòldavia ed Egitto.
  • I cittadini stranieri non comunitari titolari di permesso di soggiorno per Lavoro subordinato stagionale negli anni 2007, 2008, 2009.

spirito d'iniziativa...

Il 'modello italiano' di gestione della sicurezza e dell'immigrazione

In una pubblicazione del ministero dell'Interno il bilancio delle azioni del Governo italiano in tema di sicurezza, immigrazione e asilo  
Le proposte normative e le attività operative sviluppate in questi ultimi anni dal Governo italiano per dare risposte alla domanda di sicurezza da parte della collettività sono brevemente illustrate in una pubblicazione curata dal ministero dell'Interno dal titolo ‘Iniziative dell’Italia – Sicurezza, immigrazione e asilo’. Disponibili anche le versioni in lingua inglese e francese.

Aggressione dei patrimoni illeciti, nuove misure anti racket e usura e contro infiltrazioni mafiose nel settore degli appalti, eco-mafia, criminalità transnazionale, terrorismo, criminalità informatica e pedopornografia on-line, ‘patti per la sicurezza’ urbana, contenimento dell’immigrazione clandestina, tratta degli esseri umani, efficaci procedure per l’emersione dei rapporti di lavoro regolare con cittadini stranieri. Sono alcuni degli interventi messi in campo negli ultimi anni dal Governo secondo il 'modello italiano' di gestione della sicurezza e dell’immigrazione sul territorio nazionale.

Altre misure sono state adottate dal Governo italiano per garantire la piena tutela dei minori stranieri e dei richiedenti asilo e per favorire l’accoglienza e l’integrazione dei cittadini stranieri, fattori-chiave per la coesione sociale e la prevenzione di conflitti. Numerosi i progetti promossi a livello locale finanziati con risorse del Fondo europeo per l’integrazione.

19/04/10

se potessi avere 1000 euro al mese

Il reddito medio dei lavoratori immigrati si aggira intorno ai mille euro mensili.
Primi dati di un’indagine Ismu: donne penalizzate, il 40% guadagna meno di 800 euro.


Dal 1° agosto 2009 in Italia lavorano nel settore dei servizi 3 lavoratrici straniere regolari su 5 tra le donne, e 1 immigrato con contratto di lavoro regolare su 4 tra gli uomini; 1 uomo su 4 e 1 donna su 5 sono impegnati nel commercio e negli esercizi pubblici.
Decisamente connotata al maschile è la professione edile, che impegna 1 uomo su 5, tra chi ha regolare contratto.
Sono i dati diffusi ieri dall’Ismu in base alle prime elaborazioni dell’indagine su “Aree di occupazione e livelli di reddito dei lavoratori stranieri”.
In generale, spiega l’Ismu “un immigrato su due con lavoro regolare guadagna tra gli 800 e i 1.200 euro al mese”, anche se si riscontrano “forti discrepanze” tra i generi nelle fasce estreme di reddito: il 19% dei lavoratori maschi ha retribuzioni mensili tra i 1.200 e i 1.500 euro, contro meno dell’8% delle lavoratrici femmine; di contro, il 23% degli uomini con contratto regolare guadagna meno di 800 euro al mese, a fronte del 40% delle donne.

18/04/10

Immigrato a chi? 5° Farah Pandith I giovani sono la chiave per capire l'Islam

nuovi flussi? no grazie

Nell’audizione al Comitato Schengen il ministro Maroni esclude un decreto flussi per il 2010. “Non c’è la necessità di un nuovo decreto flussi, né di mettere mano alle norme esistenti”.
Il titolare del Viminale illustra anche le politiche di contrasto all’immigrazione clandestina e critica l’Ue per non supportare adeguatamente i Paesi mediterranei.


“Non c’è la necessità di un nuovo decreto flussi, né di mettere mano alle norme esistenti”. Così il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha categoricamente escluso la possibilità di un decreto flussi intervenendo ieri in un audizione al Comitato Schengen.
Secondo Maroni, a fronte delle difficoltà provocate dalla crisi economica, “il nostro compito, prima di far entrare in Italia nuovi extracomunitari, è di far trovare lavoro ai cittadini italiani e a quelli extracomunitari che l’hanno perso”. Per il titolare del Viminale, che ha ricordato l’intervento sulle quote fatto a favore dei lavoratori extracomunitari stagionali e di quello per i lavoratori autonomi, “la politica del rigore è utile, soprattutto per coloro che hanno una posizione regolare, perché li garantisce”. Quindi, ha ribadito, “no a nuovi ingressi e no a nuove sanatorie”.
Una posizione che, sempre nella giornata di ieri, è apparsa condivisa anche dal ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Maurizio Sacconi. Intervenuto ad un convegno organizzato dalla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Dottori Commercialisti, Sacconi ha dichiarato di essere d’accordo con il titolare del Viminale nel “tener conto del mercato del lavoro sui nuovi ingressi e stiamo lavorando insieme”.

Nel corso dell’audizione al Comitato parlamentare, il ministro Maroni ha illustrato anche i risultati dell’azione di contrasto all’immigrazione clandestina. Dal 1 gennaio al 4 aprile di quest’anno sono arrivati in Italia 170 clandestini, contro i 4.573 dello stesso periodo del 2009: si tratta di un calo di oltre il 96%.

dalla mafia agli stranieri

I beni confiscati alla mafia a favore di iniziative interculturali e multietniche. Un bando della Fondazione per il Sud stanzia 3,5 milioni di euro.
La Fondazione sosterrà “iniziative esemplari” per valorizzare le risorse del territorio, in particolare quelle multiculturali e multietniche.


L’utilizzo dei beni confiscati alla criminalità come occasione di sviluppo sociale ed economico del territorio e anche come opportunità per favorire l’integrazione della popolazione immigrata: con questo presupposto la Fondazione per il Sud ha stanziato 3,5 milioni di euro per la valorizzazione e l’autosostenibilità di questi beni. La cifra sarà messa a disposizione - tramite un bando - delle organizzazioni del volontariato e del terzo settore, assegnatarie di beni immobili confiscati e localizzati nelle province in cui l’infiltrazione mafiosa è più forte, in funzione della qualità delle proposte pervenute.
Le regioni interessate dal bando sono le sei meridionali: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il bando scade il 5 luglio 2010. Le proposte potranno riguardare sia l’avvio di nuove attività che il rafforzamento di iniziative esistenti di valorizzazione di beni confiscati. La Fondazione sosterrà “iniziative esemplari” in grado di dimostrarsi continue e sostenibili nel tempo, che focalizzino la propria attenzione su tematiche dalla forte valenza sociale e simbolica, volte a valorizzare le risorse presenti sul territorio, soprattutto quelle interculturali e multietniche.

17/04/10

Immigrato a chi? 4° Shan, in Italia con cuore e cervello



Videoreportage con sottotitoli in arabo. Storie (belle) di integrazione. Shan, dalla Cina, studia per diventare ingegnere nucleare e Judita, dalla Romania, per lavorare nella pubblicità

2010 immigrazione in Italia




1. Definizioni e scenario internazionale
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2. L’immigrazione in Italia, un quadro generale
*- statistiche sulla presenza straniera in Italia
*- le nazionalità d’origine
*- il lavoro degli stranieri
*- costi e benefici, un’analisi
*- i nuovi cittadini
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3. Indagine sociale: le opinioni degli stranieri e degli italiani
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4. Conclusioni: diritti e doveri, le variabili in campo.
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per approfondire

16/04/10

Immigrato a chi? 3° Nadra una tunisina alla scala





Videoreportage con sottotitoli in arabo.
Storie (belle) di integrazione: due giovani immigrate di seconda generazione raccontano la loro esperienza