07/07/10

Libia, "liberati" 205 eritrei

Libia, "liberati" 205 eritrei nel deserto senza documenti e soldi
Libia, "liberati" 205 eritrei nel deserto senza 
documenti e soldi

Incarcerati come immigrati clandestini, per il rilascio hanno dovuto pagare 800 dollari ciascuno. Per loro unica prospettiva il reimpatrio con un destino incerto. Una nuova emergenza umanitaria

TRIPOLI - Le autorità libiche, stamattina intorno a mezzogiorno, hanno rilasciato 205 eritrei, rinchiusi nel carcere di Al Biraq come immigrati clandestini che avevano tentato di arrivare in Italia, chiedendo loro 800 dollari ciascuno. Di altri detenuti, che facevano parte di un gruppo di 250 persone, per le quali era cominciata una campagna di stampa cominciata dall'Unità, non si sa più nulla. Le persone liberate sono state accompagnate a Sebah, 75 chilometri dal carcere, in pieno deserto, senza soldi, senza documenti, con solo un permesso di permanenza nel territorio libico valido 3 mesi, allo scadere del quale potranno andare a chiedere il passaporto alla loro ambasciata.

passaggio a sudest

by Internazionale on 6/24/10

Motril, Spagna, 15 marzo 2009. Un gruppo di africani appena 
sbarcati (Pepe Marin, Reuters/Contrasto) Motril, Spagna, 15 marzo 2009. Un gruppo di africani appena sbarcati (Pepe Marin, Reuters/Contrasto)

A causa dei pattugliamenti e della discussa cooperazione con la Libia, i migranti che attraversano il Mediterraneo sono sempre di meno. Ma i flussi hanno solo cambiato percorso, e le emergenze restano, scrive Le Monde.

Si preannuncia una strana estate migratoria: le immagini di migranti stipati a bordo di imbarcazioni di fortuna in viaggio verso le coste europee potrebbero rivelarsi molto meno numerose di quanto non siano state negli ultimi anni. È quanto si deduce dalle ultime cifre dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Acnur), che per il periodo 2009-2010 calcola una riduzione di imbarcazioni in arrivo tra il 50 e il 95 per cento.
Per la sua superficie e la sua alta densità di popolazione, fino a tre anni fa Malta doveva affrontare gravi crisi ogni estate, quando sbarcavano da 1.500 a tremila migranti. Dal marzo scorso, invece, dopo una riduzione del 50 per cento degli sbarchi tra il 2008 e il 2009, secondo le autorità maltesi sulle coste dell'isola non è più arrivata nemmeno un'imbarcazione, al punto che in aprile Malta ha annunciato di volersi ritirare dalle operazioni congiunte condotte con l'agenzia europea per le frontiere esterne (Frontex).
La riduzione nell'afflusso di migranti è altrettanto forte in Italia, soprattutto sull'isola di Lampedusa. Secondo i funzionari dell'Acnur a Roma, dalle ultime stime si evince una riduzione negli arrivi di migranti del 94 per cento tra il 2009 e i primi sei mesi del 2010. Il calo è cominciato nel 2006. Quell'anno circa 22mila migranti erano sbarcati sulle coste italiane. Nel 2007 erano già scesi a 19.900 e nel 2009 a 8.700.

05/07/10

Friuli & accordo di integrazione

Friuli V. G.: sottoscritto il protocollo d’intesa Regione-Province per l’attuazione del piano immigrazione.
Stanziati 1,287 milioni di euro per interventi nei settori informativo, socio-occupazionale, del micro sostegno economico e dell'animazione culturale.


Un protocollo d’intesa finalizzato all’attuazione dei servizi territoriali e sociali da realizzare da parte delle Amministrazioni provinciali secondo il Programma immigrazione 2010, è stato firmato ieri nel capoluogo friulano tra la Regione e le Province di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine.
Il programma immigrazione, approvato di recente dalla Giunta regionale, rappresenta lo strumento di programmazione mediante il quale vengono individuate per l’anno in corso le azioni attuate direttamente dalla Regione e quelle da realizzare per il tramite delle Province e degli Enti locali, promuovendo un’operatività concertata in modo sussidiario. “L’accordo rappresenta un ulteriore passo in avanti – ha spiegato l’assessore all’Istruzione Roberto Molinaro – verso la realizzazione di una rete dei servizi per le persone immigrate, che si integrano nell’ambito di quella che è la dotazione dei servizi del territorio”. L’accordo prevede, in stretta connessione con le iniziative poste in essere dagli Ambiti distrettuali, dai Comuni, dal privato sociale, dalle Questure e Prefetture, la realizzazione di un programma d’interventi nei settori informativo, socio-occupazionale, del micro sostegno economico e dell’animazione culturale.
Le risorse finanziarie messe a disposizione dalla Regione per la realizzazione dell’azione ammontano a 1.287.500 euro, distribuiti in misura proporzionale al numero della popolazione extracomunitaria residente in ogni singola Provincia: 127.505 euro a Gorizia, 436.583 euro a Pordenone, 217.528 euro a Trieste e 468.381 euro a Udine

appello per i 200 profughi eritrei in Libia

Libia: più di 200 persone di nazionalità eritrea rischiano il rimpatrio forzato


Centro di detenzione di Misratah © Gabriele Del Grande
Secondo informazioni ricevute da Amnesty International, più di 200 cittadini eritrei sono stati picchiati e trasferiti con la forza dal centro di detenzione di Misratah a quello di Sabha, dove le condizioni sono di gran lunga peggiori. Rischiano il rimpatrio forzato in Eritrea, dove potrebbero subire torture.

Sia il centro di detenzione di Misratah che quello di Sabha sono destinati ai "migranti irregolari", sebbene le autorità libiche facciano poco o nulla per distinguere tra richiedenti asilo, rifugiati e migranti.

Circa due settimane fa, gli agenti di sicurezza libici hanno fatto circolare un modulo in lingua tigrina nel centro di detenzione di Misratah, chiedendo ai detenuti eritrei di compilarlo. Circa la metà di loro si è rifiutata di farlo, temendo che le informazioni personali riportate sarebbero state trasmesse alle autorità eritree. Il 29 giugno, circa 15 detenuti hanno tentato la fuga; 13 di essi sarebbero stati catturati nei due giorni successivi.

Secondo le informazioni inviate ad Amnesty International, la notte del 29 giugno, circa 100 soldati e agenti di polizia hanno circondato il centro di detenzione di Misratah. Erano armati con fucili e gas lacrimogeni. All'alba del 30 giugno hanno fatto irruzione nelle celle e hanno picchiato i detenuti con bastoni e fruste. Almeno 14 persone sarebbero state gravemente ferite e portate in ospedale. Lo stesso giorno, più di 200 detenuti eritrei sono stati caricati a forza su due container e trasportati a Sabha, sorvegliati da un convoglio di militari e poliziotti. Almeno quattro uomini sono stati separati dalle loro famiglie; 13 donne e sette bambini eritrei sono ancora nel centro di detenzione di Misratah, nessuno di loro è stato trasferito o picchiato.

Gli oltre 200 eritrei si trovano ora nel centro di detenzione di Sabha, in pessime condizioni  a causa della carenza di cibo e acqua, dell'inadeguatezza dei servizi igienico-sanitari e del sovraffollamento delle celle. A diversi detenuti che hanno riportato gravi ferite sono state negate le cure mediche. I detenuti temono il rimpatrio forzato nel loro paese di origine, dove sono a rischio di tortura e altri maltrattamenti, la punizione riservata a chi ha "tradito" il paese o ha disertato la leva militare. I loro timori si aggiungono alle minacce delle forze di sicurezza libiche che, mentre li picchiavano, urlavano che li avrebbero uccisi o rimpatriati.
 
Secretary General of General People's Committee
Dr Al-Baghdadi Ali Al-Mahmoudi
Email via
http://www.gpc.gov.ly/html/contact.php

 

04/07/10

Permesso di soggiorno: gli scrittori stranieri raccontano l’Italia


“Permesso di soggiorno” sedici scrittori immigrati raccontano gli “italiani brava gente”.
In libreria la raccolta curata da Angelo Ferracuti per Ediesse.

Sedici storie, raccontate da alcuni tra i più significativi scrittori migranti che scrivono in lingua italiana, tutti residenti nel nostro Paese, per uno sguardo a più occhi e a più voci sull’Italia di oggi. Ne scaturisce uno scenario spietato, a volte molto amaro, dove gli “italiani brava gente” spesso ne escono con le ossa rotte.
È questo Permesso di soggiorno: gli scrittori stranieri raccontano l’Italia il libro curato dal giornalista scrittore Angelo Ferracuti per Ediesse editore.
Gli autori vengono da Romania, Argentina, India, Cina, Egitto, Palestina, Algeria, Eritrea, Senegal, Congo, Togo e affrontano nei loro racconti i temi più diversi, dalla condizione di sradicamento sociale e culturale, al lavoro assoggettato e sfruttato, fino a tematiche più private, oppure simboliche legate alle culture di riferimento.
Ai racconti degli scrittori stranieri che scrivono in lingua italiana fa da “controcanto” una sequenza di immagini del fotografo Mario Dondero, che ritrae gli emigrati nostri, italiani, degli anni cinquanta e sessanta. Sono ad Eboli, da dove partivano, poveri e affamati, o in marcia durante uno sciopero alla Renault in pieno sessantotto francese, oppure a Marcinelle, nella miniera dove nel 1956 ne morirono 136, braccati dalle fiamme, soffocati dall’ossido di carbonio.

reato di clandestinità

Il reato di cui all’art. 10bis del TU (286/98) ed altre fattispecie connesse alla condizione dello straniero irregolare

 

Fonte: www.meltingpot.org
a cura dell’Avv. Guido Savio del Foro di Torino
Relazione discussa in occasione del corso di formazione ed aggiornamento sulla normativa in materia di immigrazione organizzato dal Progetto Melting Pot Europa e da Asgi a Padova dal 21 maggio al 25 giugno 2010


Introduzione
Dopo aver esaminato la disciplina delle espulsioni amministrative e del trattenimento nei C.I.E. nello scorso incontro, vediamo ora le fattispecie penali connesse con la condizione di irregolarità degli stranieri. Si tratta di fattispecie funzionali, almeno nell’intento del legislatore, al rafforzamento dell’attività amministrativa volta all’esecuzione delle espulsioni: in questo senso il ricorso allo strumento penale è sussidiario rispetto all’attività della P.A.
Studieremo l’aggravante c.d. “di clandestinità” di cui all’art. 61, n. 11 bis, c.p. – introdotta con la Legge 185/2008 -, il reato di ingresso e soggiorno illegale degli stranieri in Italia di cui all’art. 10 bis T.U. 286/98 – introdotto con la L. 94/2009 -, vedremo i rapporti tra reato e aggravante e, infine, ci soffermeremo sulle modifiche apportate dalla legge 94/09 all’art. 14, co. 5 ter e quater T.U. 286/98.

L’AGGRAVANTE DI “CLANDESTINITA’”
- 1. La circostanza aggravante di cui all’art. 61, n. 11 bis, c.p.: la sua evoluzione normativa
La scelta di introdurre una nuova aggravante applicabile allo straniero irregolare è stata un’opzione di ripiego del legislatore del 2008, perché originariamente si pensava ad un’autonoma fattispecie di reato; soltanto col secondo “pacchetto sicurezza” del 2009 riprende forza l’idea originaria sia pure in forma di contravvenzione. Consegue che vi sia una duplicazione del rilievo penale della medesima situazione di fatto: oggi, infatti, l’irregolarità del soggiorno è, al tempo stesso, sia circostanza aggravante che autonoma fattispecie di reato. Situazione, questa, che pone non poche difficoltà all’interprete.
Aggrava il reato “l’avere il colpevole commesso il fatto mentre si trova illegalmente nel territorio dello Stato”.

03/07/10

Obama & immigration reform

Remarks by the President on Comprehensive Immigration Reform
American University School of International Service, Washington, D.C.

 


USA: Obama lancia ufficialmente la riforma della legge sull’immigrazione. “Una delle sfide fondamentali del nostro tempo”.
11 milioni di illegali arrivati “per cercare un posto migliore” sono ora costretti a “vivere nell’ombra e subire abusi”. È un dovere morale risolvere la questione per continuare ad essere “nazione di immigrati”.


“Una delle sfide fondamentali” del nostro tempo, per questo è “necessaria e urgente” una riforma in materia di immigrazione. Così il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha introdotto il “major speech” pronunciato ieri alla American University di Washington.

Obama ha ribadito che quella dell’immigrazione è – al pari di quella sanitaria, finanziaria ed energetica – una riforma obbligata, “e questa amministrazione si rifiuta di ignorare le sfide fondamentali”. Sfide che, in quanto tali, dovrebbero essere affrontate con spirito bipartisan, perché riguardano appunto le fondamenta stesse dell’idea di America. “È tempo di una riforma onnicomprensiva che tenga conto delle legittime aspettative di tutti - ha detto Obama rivolgendosi direttamente al Congresso - e per raggiungerla è necessario un approccio pragmatico”.

Per il Presidente, la “stragrande maggioranza” degli oltre 11 milioni di “immigrati senza documenti” è qui “per cercare un posto migliore dove vivere e lavorare”. Ma siccome sono costretti a “vivere nell'ombra” sono esposti allo sfruttamento sul lavoro e non possono denunciare i crimini. Per questo occorre una riforma quanto mai necessaria per riuscire finalmente a ristabilire lo spirito dell’America come “nazione di immigrati” dove “non è importante la nascita e le radici ma la fede nel fare grande il Paese e aggiustare un sistema che non funziona, sia ai confini che per quanto riguarda le procedure legali che, tra burocrazie e lungaggini, possono durare anche anni”.

02/07/10

Corso per la preparazione di esperti in Migrazione e HIV&AIDS


Corso teorico-pratico per la preparazione di esperti in Migrazione e HIV&AIDS

il distretto senza regole degli abiti low cost

Prato: un libro inchiesta sul distretto cinese della moda. L’unico comparto a non aver risentito della crisi economica.

“L’assedio cinese. Il distretto senza regole degli abiti low cost di Prato”, saggio di Silvia Pieraccini
È l’unico distretto industriale d’Italia che, nei due anni più terribili per l’economia mondiale, ha continuato a galoppare incurante della crisi. Anche se nessuna statistica l’ha rilevato, perché si nutre di illegalità e manodopera clandestina. A raccontare evoluzione e (nuovi) rischi del distretto cinese degli abiti low cost di Prato – cioè della più strabiliante e produttiva fabbrica di moda made in Italy, paragonabile per dimensioni a colossi come Zara e H&M – arriva in libreria la seconda edizione aggiornata di L’assedio cinese. Il distretto senza regole degli abiti low cost di Prato, saggio della giornalista Silvia Pieraccini (Gruppo 24 Ore, 124 pagine, 14 euro).

i nuovi italiani



I Nuovi italiani - "Chi nasce in Italia è italiano"

Iniziativa del Forum Immigrazione Pd dal 1 al 4 luglio

Dalle ore 18.00 - Circolo degli Artisti
Via Casilina Vecchia, 42 - Roma