16/08/10

Un immigrato su tre non supera il test di cittadinanza in Gran Bretagna

Vita dura per chi vuole diventare cittadino britannico. In base agli ultimi dati resi noti da Home Office, nel 2009 quasi un terzo degli stranieri è stato bocciato all’esame per ottenere la nazionalità. Sulle oltre 900 mila persone che lo hanno sostenuto, sono più di 260 mila quelli che non hanno passato la prova di 45 minuti su cultura, società e storia del Regno Unito

15/08/10

diritti a colori

'Diritti a Colori', il concorso di disegno sul tema della tutela dei minori

La manifestazione internazionale, rivolta ai ragazzi, si ispira alla Convenzione Onu sui diritti del fanciullo ed è patrocinata da varie istituzioni tra cui il ministero dell'Interno. La finale il 14 novembre a Mantova

Il logo di 'Diritti a Colori'Bambini di tutto il mondo, preparate matite e pennarelli! Potrete partecipare così alla 9° edizione del Concorso internazionale di disegno 'Diritti a Colori', un'iniziativa di Fondazione Malagutti onlus che ha ottenuto l'Alto patronato del Presidente della Repubblica e il patrocinio, tra gli altri, del ministero dell'Interno. 'Diritti a colori', infatti, collabora anche con la Polizia postale e delle comunicazioni per diffondere tra i ragazzi la conoscenza del web e delle regole per navigare in sicurezza.

14/08/10

Disoccupazione stranieri in Spagna

Spagna: sono un milione i disoccupati stranieri, 350 mila marocchini.
Il Ministero del lavoro ha presentato il IV rapporto “Immigrazione e mercato del lavoro”: quasi la metà dei marocchini è disoccupata. La crisi ha penalizzato le comunità più impegnate nel lavoro edile.


Rappresentano un terzo dei disoccupati stranieri e sono i più restii a tornare in patria. Quello dei cittadini marocchini che hanno perso il lavoro in Spagna – quasi la metà dell’intera comunità, la più numerosa nel Paese – è considerato uno dei problemi più urgenti dal Governo di Zapatero.
Secondo un’inchiesta del quotidiano iberico ABC, basata sul “IV Studio sull’Immigrazione e il Mercato del lavoro” del Ministero del lavoro di Madrid, dell’oltre un milione di disoccupati stranieri registrati in Spagna a fine 2009, circa 350.000 sono di nazionalità marocchina, pari al 42,4% della comunità, che nel Paese conta 775.054 immigrati con regolare permesso di residenza.
L’aumento dei senza lavoro, secondo il rapporto, è dovuto al fatto che i lavoratori marocchini sono più strettamente vincolati al settore della costruzione e ai lavori stagionali, per cui sono particolarmente colpiti dalla crisi, così come anche i lavoratori rumeni, boliviani e colombiani.
Per lo stesso motivo, altra comunità particolarmente colpita dalla crisi economica nel 2009 è stata quella ecuadoriana, con un quarto degli oltre 100.000 occupati di questa nazionalità finiti nelle liste di disoccupazione.
A patire gli effetti della recessione anche ucraini, argentini, peruviani, dominicani e cinesi, comunità di lavoratori più collegati ai servizi.

ramadan italia

L’11 agosto inizia il Ramadan in Italia

L’undici agosto è il primo giorno di Ramadan in Italia, il mese di digiuno dei musulmani. Lo comunica il presidente dell’Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia) ai suoi fedeli: “l’Ucoii ha l’onore e il piacere di comunicare che in base a quanto stabilito dal Consiglio Europeo di Fatwa il mese di Ramadan inizierà al tramonto di martedi 10 agosto e pertanto l’11 agosto sarà il primo giorno di digiuno”, scrive in una nota il presidente dell’Ucoii, Izzedin El Zir.
Il Ramadan corrisponde al nono mese del calendario musulmano e la cadenza di questo periodo varia di anno in anno. In questo mese, corrispondente al periodo in cui fu rivelato il Corano come guida per gli uomini e prova chiara di retta direzione e salvezza, i musulmani sono tenuti a digiunare astenendosi dal mangiare, bere, fumare, avere rapporti sessuali durante il giorno e limitandosi a consumare un piccolo pasto serale chiamato iftar dopo una preghiera che interrompe il digiuno fino al mattino successivo. Durante il Ramadan, è pratica comune per i fedeli recarsi a pregare in moschea. Oltre alle solite cinque preghiere giornaliere, in questo periodo, si aggiunge una preghiera speciale detta Taraweeh (preghiera notturna).
Sono più di un milione e 200 mila i musulmani residenti in Italia che si preparano al Ramadan.

13/08/10

american borders

dal corsera: La dogana statunitense mostra le foto dei trucchi escogitati dai trafficanti


Giovedì il presidente americano Barack Obama ha ribadito che la sicurezza del confine tra Stati Uniti e Messico è una «priorità» della sua amministrazione. E da ottobre, insieme alla Border Patrol, saranno schierati anche i soldati della Guardia nazionale. Poche centinaia di uomini che hanno un valore più che altro simbolico dopo le aspre polemiche sulla mancanza di sicurezza. FRONTIERA - Per proteggere la lunga frontiera servono però uomini e mezzi, ben superiori a quelli messi in campo. Non solo per l’ampiezza del territorio, ma anche per la furbizia dei trafficanti di clandestini e stupefacenti. La dogana statunitense ha diffuso alcune foto per mostrare i trucchi escogitati dalle gang per far «bucare» i controlli. Immigrati «travestiti» da sedile, clandestini nascosti nel motore, droga infilata in nascondigli ingegnosi. I trafficanti inventano, i poliziotti sventano. Una lotta senza fine.

conversione permesso da studio a lavoro a progetto

Conversione del permesso di studio o formazione in lavoro autonomo con contratto a progetto

 
Nota del Ministero del Lavoro e Politiche sociali in risposta a diversi quesiti posti dalle Questure.
 
 
La Direzione Generale dell'Immigrazione, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha emanato la nota prot. 23/II/0003361/06 del 22 luglio 2010, con la quale afferma che "per gli stranieri extracomunitari già regolarmente soggiornanti in Italia è ammissibile la conversione del permesso di soggiorno per studio o formazione professionale in corso di validità in permesso di soggiorno per lavoro autonomo, anche in presenza di contratto c.d. a progetto" (artt. 61 e ss del D.L.vo n. 276/2003).
La Direzione Generale richiama le Direzione provinciali del lavoro a verificare la disponibilità della specifica quota destinata alle conversioni per lavoro autonomo attribuita a livello locale e ad accertare, dalla documentazione presentata dallo straniero richiedente, il carattere autonomo del contratto a progetto attraverso un'attenta verifica dei requisiti qualificanti la fattispecie contrattuale.
Infine, la Direzione Generale precisa che l'orientamento su esposto non vale per i nuovi ingressi dall'estero (ex art. 26 del T.U. e art. 39 del D.P.R. n. 394/99), in quanto la specifica attività di lavoro autonomo deve essere riconducibile ad una delle categorie individuate dall'art. 2 del D.P.C.M. 1° aprile 2010.

12/08/10

certificazione linguistica

Test di lingua per stranieri ,
da Redattore Sociale


Il decreto Maroni pone problema di eticità

"La lingua diventa una barriera all'integrazione": l’analisi di Monica Barni direttrice a Siena del Cils, uno degli enti certificatori autorizzati dal ministero. “340 mila persone dovrebbero sottoporti al test, ma solo un’esigua parte riceverà gratuitamente.
Gli immigrati che intendono restare in Italia per un periodo superiore ai cinque anni dovranno sottoporsi ad un test di lingua italiana. Lo stabilisce il decreto del ministero dell’Interno del 4 giugno 2010, firmato d’intesa con il ministero dell’Istruzione. Una misura già attuata in altri paesi europei come Francia, Germania e Gran Bretagna. L’Italia che si allinea dunque agli standard Ue? Non proprio, perché se i cugini d’oltralpe offrono agli immigrati la possibilità di partecipare a corsi di lingua francese della durata di 600 o 800 ore (a carico dello stato), in Italia l’offerta formativa è praticamente nulla, spiega Monica Barni, direttrice del Centro Cisl, Università per stranieri di Siena, uno degli enti certificatori autorizzati dal ministero.

“Il decreto del ministero è molto preoccupante e pone un grande problema di eticità, perché c’è una richiesta ma non c’è l’offerta. Una situazione paradossale se si pensa che la conoscenza della lingua è il primo strumento per interagire: in questo modo diventa invece una barriera per isolare. Come può un immigrato che lavora 10 ore al giorno e magari ha figli piccoli trovare il tempo per frequentare un corso privato di italiano?” spiega Monica Barni.

11/08/10

gli stranieri possono essere dipendenti pubblici?

L’UNAR “possibilista” sull’accesso degli stranieri al Pubblico Impiego

 
Parere dell’UNAR “auspica” il riconoscimento del diritto di accesso degli stranieri al pubblico impiego anche se sottolinea come la normativa attuale appare controversa.
 
 
In data   4 agosto 2010, l'UNAR (Ufficio Nazionale Anti-Discriminazioni Razziali), l'Autorità nazionale contro le discriminazioni razziali prevista dalla normativa di recepimento della direttiva europea n. 2000/43/CE,  ha diffuso un parere legale, redatto dal magistrato Rosita D'Angiolella, concernente la controversa questione dell'accesso degli stranieri extracomunitari al pubblico impiego.
Nel parere, l'UNAR prende atto della mancanza di un'interpretazione univoca del complesso quadro normativo vigente.  Anche nella giurisprudenza, si riflettono  due contrapposti indirizzi interpretativi: a) da un lato la tesi dell'impossibilità per gli stranieri extracomunitari di accedere  all'impiego pubblico, sostenuta dagli organi di governo (parere n. 196/04 dd. 28.09.2004 Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento Funzione Pubblica, e dall'unica sentenza dei giudici di legittimità sull'argomento (Cassazione, n. 24170/2006), nonché dalla maggior parte della giurisprudenza amministrativa (ad es. parere del Consiglio di Stato n. 2592/2003); b) dall'altro la tesi favorevole all'accesso degli stranieri ai rapporti di impiego pubblico con le stesse limitazioni previste per i cittadini dell'Unione europea, sostenuta dalla maggioritaria giurisprudenza di merito (ad es. Tribunale di Rimini, ordinanza 27.10.2009, n. 3626).

10/08/10

Ari-zona chiusa

L’Arizona e la legge sull’immigrazione

di Matteo Pretelli
Un tema esplosivo quello dell'immigrazione in America. Un grave peso lasciato da Bush ad Obama. L'indifferenza del Congresso e la spinta dell'Arizona.
Dopo l’aspro dibattito che ha portato alla discussa legge di riforma della sanità, l’altro tema che sta imperversando negli Stati Uniti – e che condizionerà le prossime elezioni di mid-term di novembre – è quello della lotta all’immigrazione clandestina (circa 11 milioni, metà dei quali messicani, gli stranieri che risiedono illegalmente negli Stati Uniti).

Durante il secondo mandato del presidente Bush i timori per la presenza nel paese di illegal aliens non hanno portato alla firma di alcuna legge di riforma dell’immigrazione a causa delle divisioni fra democratici e repubblicani. I primi sono in buona parte propensi a far emergere gli immigrati dalla clandestinità e favorire la loro acquisizione della cittadinanza americana, mentre i repubblicani bollano l’idea come una “sanatoria”. L’unico accordo ha portato il 26 ottobre 2006 all’approvazione del Border Secure Fence Act, che ha autorizzato la costruzione di un “muro” lungo 700 delle 2.000 miglia che dividono gli Stati Uniti dal Messico. Obiettivo è combattere il continuo flusso di droga e clandestini che dal paese centro-americano giunge negli Stati Uniti. Sebbene la legge non abbia trovato consensi unanimi, ha avuto il beneplacito della maggioranza dei democratici, compreso l’attuale presidente Barack Obama (allora senatore dell’Illlinois). Questo non ha, però, risparmiato la dura opposizione di parte dell’opinione pubblica, con contestazioni di attivisti per la difesa dei diritti civili, ambientalisti e comunità dislocate lungo il confine.

09/08/10

immigrazione in pillole

 

via West - Welfare Society Territory by Guido Bolaffi on 7/21/10
"Ogni migrazione – ammoniva Hans Magnus Enzensberger nelle prime, memorabili pagine de «La grande migrazione» – provoca conflitti, indipendentemente dalle cause che l'hanno determinata, dagli scopi che si prefigge, dal fatto che sia spontanea o coatta, dalle dimensioni che assume". È difficile da trattare perché influenza l'insieme delle relazioni culturali, istituzionali ed economiche della società. Non interessa solo una parte ma l'insieme dei rapporti collettivi. Con l'aggravante che la si continua a guardare attraverso le lenti deformanti di troppi luoghi comuni.
Di qui l'idea di un'inchiesta che si propone di fare un minimo di chiarezza su come stanno le cose.

Guardia di Finanza vs imprese cinesi

Emilia Romagna: la Guardia di Finanza scopre un vasto sistema di evasione fiscale e sfruttamento del lavoro di 1.200 imprese con titolare cinese.
Ancora un episodio, molto grave, che torna a far parlare delle difficoltà di integrazione e di legalità legate alla comunità cinese.


1.200 imprese cinesi in tutta Italia, organizzate da un gruppo ristretto di commercialisti, che attraverso false fatturazioni hanno evaso oltre 300 milioni di euro in due anni. Il sistema gestito attraverso consulenti e fiscalisti di origine cinese ma laureati e abilitati a lavorare in Italia.
A scoprirlo è stata la Guardia di Finanza dell’Emilia Romagna che ha arrestato due imprenditori e ne ha denunciati altri 24 per reati legati all’immigrazione, mentre il grosso delle imprese è ancora sotto verifica da parte degli uomini delle fiamme gialle.

consultazione pubblica fondi immigrazione

Consultazione pubblica per la programmazione annuale dei Fondi europei per i Rifugiati e per i Rimpatri

On line i questionari per gli stakeholder, i soggetti che operano nel campo dell'asilo e del rimpatrio assistito. Il termine per inviarli scade il 10 settembre 2010

Sono on line su questo sito i questionari dell'Autorità responsabile del Fondo europeo per i Rifugiati (Fer) 2008-2013 e del Fondo europeo per i Rimpatri (Fr) 2008-2013 predisposti per avviare una consultazione pubblica fra gli enti, le associazioni e le organizzazioni che operano, rispettivamente, nel campo dell’asilo, dell’accoglienza e dell’integrazione dei richiedenti/ titolari di protezione internazionale e nel campo del rimpatrio volontario assistito e della reintegrazione nei Paesi d’origine.
Sono questi i cosiddetti 'stakeholder' - ovvero i soggetti interessati, i principali interlocutori - ai quali viene richiesto di formulare, rispondendo ai questionari, ipotesi di azioni che saranno propedeutiche alla definizione dei programmi annuali relativi ai due Fondi.
I questionari sono scaricabili in formato word. Per partecipare alla consultazione è necessario compilarli ed inviarli all'Autorità responsabile entro il 10 settembre 2010 ai seguenti indirizzi di posta elettronica:
- Fondo europeo rifugiati: dlci.ferIII@interno.it e fer@serviziocentrale.it (Oggetto: 'FER 2008-2013- Consultazione con gli stakeholders – questionario compilato');
- Fondo europeo rimpatri: dlci.fondo.rimpatrio@interno.it (Oggetto: 'FR 2008-2013- Consultazione con gli stakeholders – questionario compilato').