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07/11/12

Obama' immigration reform

Fixing the Immigration System for America’s 21st Century Economy

 


"We are the first nation to be founded for the sake of an idea—the idea that each of us deserves the chance to shape our own destiny. That’s why centuries of pioneers and immigrants have risked everything to come here…The future is ours to win. But to get there, we cannot stand still."

16/12/11

Brasil: pais de todos

Il Brasile è la nuova “terra promessa” per l’immigrazione.
1,5 milioni di immigrati, altri 600 mila irregolari, un incremento del 52% nell’ultimo anno.
Fonte: immigrazioneoggi.it

È il Brasile la nuova “terra promessa” per gli immigrati. Nell’anno in cui le grandi economie mondiali sono state ridimensionate dalla crisi economica, il Brasile – settima economia del mondo e maggiore dell’America Latina, con un Pil record di +7,5% nel 2010 – ha visto il maggior afflusso di immigrati della sua storia.

20/09/11

Rapporto Amnesty: "La battaglia per la Libia: uccisioni, sparizioni e torture"

Rapporto di Amnesty International sulla Libia

Il Consiglio nazionale di transizione (Cnt) deve prendere il controllo dei gruppi armati anti-Gheddafi in modo da porre fine alle azioni di rappresaglia e agli arresti arbitrari. Lo ha dichiarato oggi Amnesty International, diffondendo un lungo rapporto sulle violazioni dei diritti umani durante il conflitto libico.


Il rapporto, di 107 pagine, intitolato "La battaglia per la Libia: uccisioni, sparizioni e torture", denuncia che durante il conflitto le forze pro-Gheddafi hanno commesso crimini di diritto internazionale su vasta scala, ma accusa anche le forze leali al Cnt di violazioni dei diritti umani che in alcuni casi si configurano come crimini di guerra.

05/06/11

la città interetnica - Ban Ki Moon a Roma



Ban Ki Moon: “quello a cui miriamo è che la diversità diventi un’opportunità”.
Il Segretario Onu ha aperto i lavori della Conferenza internazionale “La Città interetnica” che si è svolta a Roma presso il Campidoglio.


“Quello a cui miriamo è che la diversità diventi un’opportunità”. Così il segretario dell’Onu, Ban Ki Moon ha aperto i lavori, mercoledì scorso, alla Conferenza internazionale La Città interetnica che si è svolta a Roma presso il Campidoglio.
Si è trattato della terza edizione della conferenza, inaugurata nel 2009 a New York, e che ha visto la partecipazione tra gli altri, del sindaco di Roma, Gianni Alemanno e del vicepresidente del Senato, Emma Bonino.
L’evento è stato occasione per una riflessione in merito ai fenomeni migratori e al problema delle crisi urbane.
Ban Ki Moon ha ricordato che “entro il 2030 oltre 5 miliardi di persone vivranno nelle città, che sono un hub e il primo centro di azione dove si convive e collabora, creando un ambiente integrato ma anche nuove sfide. In tutte le parti del mondo – ha aggiunto il Segretario delle Nazioni Unite – c’è sempre imbarazzo a gestire la diversità e l’immigrazione è spesso oggetto di dibattiti accesi e di estremismi che a volte sconfinano nell’odio. Le minoranze sono sempre capri espiatori, tuttavia il quadro è piuttosto diverso: gli immigrati non vogliono creare problemi ma generare domanda e svolgono lavori che le popolazioni non vogliono più fare. Quello a cui miriamo è che la diversità diventi un’opportunità”.
Il sindaco Alemanno, che ha fatto gli onori di casa, ha spiegato che “le città si aspettano risposte globali alla questione dell’immigrazione perché è nelle città che si scaricano problemi e contraddizioni della globalizzazione”. Per il primo cittadino, “servono politiche coerenti che sfuggano sia ai buonismi sia all’aggressività e alla chiusura: legalità e accoglienza sono i due meccanismi per gestire il fenomeno”

22/04/11

Time: blogger egiziano la persona più influente del 2011



E' il blogger egiziano Wael Ghonim, simbolo della rivolta in piazza Tahrir contro l'ex presidente Hosni Mubarak, a guidare la classifica delle persone più influenti del 2011 secondo il magazine Time (GUARDA LE FOTO). Ghonim, manager di Google, ha superato l'economista, Joseph Stiglitz, e il Ceo di Netflix, Reed Hastings, mentre è solo sesto il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg. Al 51esimo posto l'ad di Fiat, Sergio Marchionne, unico italiano in classifica.

immigrazione in Russia

Russia: “rivoluzione” per le politica di immigrazione. Abolite le quote ed i permessi di soggiorno temporanei.

Allo studio misure per attrarre lavoratori qualificati con un sistema di “ingressi a punti”.
Fonte: Ansa.it


La Russia, secondo Paese al mondo per numero di immigrati dopo gli Usa, potrebbe andare controcorrente abolendo le quote e il permesso di soggiorno provvisorio.

Le due proposte, definite “rivoluzionarie” dalla stampa, sono state presentate da Konstantin Romodanovski, capo del servizio federale russo per l’immigrazione, nella sua bozza per la politica statale in materia dal 2012 al 2025. Una svolta che appare necessaria per attrarre nuovi migranti e salvare un Paese a corto di manodopera qualificata e in continuo calo demografico. Ma che ribalta completamente la filosofia seguita finora dal Paese, dove l’immigrazione, in gran parte dal Caucaso e dall’Asia centrale, è vista spesso negativamente, alimentando nazionalismo, xenofobia, razzismo, discriminazioni, nonostante la ferma condannata della leadership preoccupata di preservare l’unità interetnica e religiosa.

La proposta suggerisce di adottare un sistema a punti, utilizzando come criteri la padronanza della lingua, il grado di istruzione professionale e la soluzione abitativa.

(Fonte: Ansa)

10/04/11

tunisia - la rivoluzione dei gelsomini - reportage


Migranti, l'altra metà del mare

In viaggio tra i giovani di Tunisi, delusi dalla Rivoluzione dei Gelsomini, che partono verso l'Italia in cerca di un futuro migliore. Il reportage di SkyTG24

28/03/11

rimpiangere il muro?


Due anni fa riportavamo questo articolo : la sensazione viene amplificata e confermata....

La sindrome dell'assedio

di Ilvo Diamanti, fonte: laRepubblica

Che nostalgia quei muri. Lungo i confini: a Est e a Sud. Separavano il bene dal male. Il giusto dall'ingiusto. Ci difendevano dal comunismo e dalla povertà. Il muro di Berlino: da quando è caduto, l'Europa si è allargata.
La Jugoslavia è divenuta ex. Un collage di patrie inquiete. L'Albania: un nostro protettorato. La Romania, la Croazia, il Montenegro. Il mondo dell'Est è entrato, prepotentemente, a casa nostra. Anche noi, con le nostre aziende, peraltro, ci siamo allargati ad Est. Ampie zone un tempo definite "Oltrecortina" si sono trasformate in province e regioni del nostro Nord Est.

Oggi, però, l'assenza di quel muro preoccupa e, anzi, spaventa. Le nostre aziende si stanno ritirando dai Paesi dell'est Europa. Per andare ancora più in là, dove le porta l'interesse. (Il costo del lavoro, i contributi pubblici, i vantaggi fiscali...). Mentre da noi l'immigrazione cresce. Attirata dalle nostre imprese, dal nostro mercato del lavoro. Ma anche dal nostro stile di vita, sicuramente molto migliore del loro.

26/03/11

Fortress Europe: a OttoeMezzo Gabriele Del Grande in collegamento da Benghazi



Gabriele del Grande: intervista da Benghazi a Lampedusa

Generazione revolution: da Benghazi a Lampedusa

A volte una chiacchierata aiuta a chiarirsi e a chiarire le idee. Soprattutto quando l'interlocutrice è una come Alma Allende, che è una che ha seguito tutta la rivoluzione in Tunisia per il sito Rebelion. Le domande sono le sue, e le risposte le mie, che da due settimane sto qui a Benghazi con i ragazzi della rivoluzione. Dove sta andando la Libia? Perché in giro tutti gridano al complotto americano o islamista? Quale è stato il ruolo dell'informazione? Si può essere imparziali in un posto come questo? E infine Lampedusa. La Libia c'entra davvero qualcosa il boom degli sbarchi delle ultime settimane? Leggi l'intervista.

Gabriele, adesso che si è deciso l'intervento dell'ONU e le bombe degli alleati cadono sulla Libia, ci sono delle voci antimperialiste che tentano di dimostrare che la rivolta era stata preparata dall'inizio dalle potenze occidentali. Tu cosa ne pensi? C'è stato un disegno esterno o sono state rivolte popolari spontanee come in Tunisia e Egitto?

Limes: la guerra in libia

16/03/11

andrea segre: libia, schizofrenia e utilità del panico

LIBIA: SCHIZOFRENIA E UTILITA' DEL PANICO
Fonte: andreasegre.blogspot.com


Ed eccoci pronti al nuovo voltafaccia.

Fermi tutti. Ci siamo ri-sbagliati. O meglio: avevamo ragione.

Gheddafi è un amico.

E quella che avevamo sviluppato con lui era la strategia migliore: adularlo quanto necessario per ottenere petrolio, gas e blocco clandestini.

Perchè ci siamo fatti fregare da questa ideologica ondata di fascino rivoluzionario?

Dovevamo starcene zitti e aspettare che vincesse.

Ora saremmo i primi in fila per ottenere tutti i vantaggi.

E invece?

Panico.

Arrivano le orde.

Come facciamo?

Quelli sono milioni.

Ci toglie il petrolio.

Nenahce il nucleare va più bene.

Tsunami, invasioni.

Ma come si fa?

STOP.


Io a questo gioco di delirio pubblico indotto non ci sto.

Mettiamo un po' di ordine.

Maroni: finora 11.285 sbarchi


Sbarcati finora 11.285 tunisini. Maroni alla Camera dei Deputati: «Temo che siamo solo all'inizio»
Fonte: interno.it

Sulla questione il ministro dell'Interno incontrerà domani a Bruxelles il commissario europeo agli Affari interni Cecilia Malmström. Per le Forze dell’ordine Maroni ha annunciato uno stanziamento di ulteriori 79 milioni di euro


Dal 16 marzo sono arrivati sulle coste italiane 11.285 immigrati, tutti dalla Tunisia. Si tratta, secondo quanto riferito dal ministro dell’Interno Roberto Maroni nel corso del Question Time alla Camera dei Deputati, di un afflusso significativo. Nel 2010, infatti, sono sbarcati lungo le nostre coste complessivamente 4.406 stranieri.
«Temo - ha commentato Maroni ricordando le crisi della Libia e dell’Egitto - che siamo solo all'inizio».
Il ministro ha poi annunciato che rinnoverà le richieste italiane alla Ue domani mattina a Bruxelles nel corso di un incontro con il commissario europeo agli Affari interni Cecilia Malmström.
Tre le richieste: il burden-sharing, cioè regole comuni per l’immigrazione, il potenziamento di Frontex e un contributo straordinario di 100 milioni di euro.

13/03/11

limes: il grande tsumani

PARTE I AL FRONTE LIBICO


Vincenzo CAMPORINI - 'Nelle partite d'Egitto e Libia perde l'Occidente, vince la Cina'

CARLOS - Quattro cose da fare subito per non lasciare il Nordafrica a Cina, Iran e qaidisti (con una scheda di Lorena DE VITA)

L’Italia deve convincere tutti gli occidentali a trattare con qualsiasi nuovo governo emergesse nella regione, anche se aperto ai Fratelli musulmani. Bisogna chiudere la partita israelo-palestinese e promuovere un vero Piano Marshall mediorientale.


Germano DOTTORI - Disinformacija: l’uso strategico del falso nel caso libico

La conquista del dominio sulle informazioni è la posta in gioco decisiva nei conflitti moderni, come conferma il Nordafrica. L’asimmetria delle strategie comunicative e i suoi effetti. La trappola delle emozioni. Se l’America cessa di garantire la stabilità.



23/02/11

1979: Oriani Fallaci intervista Gheddafi


E a Oriana diceva: voi ci massacrate



Hitler e Mussolini sfruttavano le masse, io non faccio  che appellarmi perché il popolo si governi da solo



Colonnello, ho l'impressione che il suo odio per l'America e per gli ebrei sia in realtà odio per l'Occidente. Proprio come nel caso di Khomeini. Si rende conto che di questo passo si torna indietro di mille anni, si ricomincia con Saladino e le Crociate?


«Sì e la colpa è vostra: degli americani, dell'Occidente. Anche allora fu vostra, dell'Occidente. Siete sempre voi che ci massacrate. Ieri come oggi».

Ma chi vi massacra, oggi, dove?

«Fu la Libia a invadere l'Italia o fu l'Italia a invadere la Libia? Ci aggredite ora come allora. In altro modo, con altri sistemi e cioè sostenendo Israele, opponendovi all'unità araba e alle nostre rivoluzioni, guardando in cagnesco l'Islam, dandoci dei fanatici. Abbiamo avuto fin troppa pazienza con voi, abbiamo sopportato fin troppo a lungo le vostre provocazioni. Se non fossimo stati saggi, saremmo entrati mille volte in guerra con voi. Non l'abbiamo fatto perché pensiamo che l'uso della forza sia l'ultimo mezzo per sopravvivere e perché noi siamo sempre dalla parte della civiltà. Del resto, nel Medioevo, siamo stati noi a civilizzarvi. Eravate poveri barbari, creature primitive e selvagge...».