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17/10/13

comunicato stampa: mare nostrum

Al via l'operazione Mare Nostrum contro il traffico di esseri umani

Lo ha annunciato il vice presidente del Consiglio e ministro dell'Interno Angelino Alfano al termine del vertice dedicato all'emergenza immigrazione. Cinque navi e diversi velivoli della Marina per garantire il pattugliamento della frontiera europea nel Mediterraneo e intercettare i mercanti di morte

16/10/13

sbarchi 2013: in numeri

Profughi, oltre 35 mila arrivati dal mare nel 2013

I dati diffusi dal Cir con un rapporto che monitora il diritto di accesso alla protezione internazionale. In prevalenza sono eritrei, somali e siriani. Preoccupano i respingimenti sommari degli egiziani trattenuti e rimpatriati senza convalida del giudice



Roma – Nel 2013 sono stati 35.085 gli sbarchi sulle cose italiane. Tra le persone arrivate 9.805 sono i siriani,  8.443 gli eritrei e3140 i somali, 1.058 arrivano invece dal Mali e 879 dall'Afghanistan. I dati aggiornati a ieri, sono stati diffusi dal prefetto Riccardo Compagnucci, vice capo dipartimento Libertà civili e immigrazione del ministero dell'Interno, nel corso del convegno organizzato oggi a Roma dal Cir dal titolo “Accesso alle frontiere – accesso alla protezione”.
Fonte: Redattoresociale.it

13/10/13

Lives lost in the Mediterranean Sea: who is responsible?

Assemblea parlamentare del Consiglio Europeo

Report Committee on Migration, Refugees and Displaced Persons
Rapporteur: Ms Tineke STRIK, Netherlands, Socialist Group

Scarica il rapporto

Summary
The starting point for this report is that at least 1 500 people are known to have lost their lives at
tempting to cross the Mediterranean in 2011. 
This report however focuses on one particularly harrowing case in which a
small boat left Tripoli with 72 people on board and after two weeks at sea drifted back to Libya with
only nine
survivors.

11/10/13

L’Italia, l’Europa e chi fugge dalle guerre

Bene mettere a fuoco le diverse categorie di chi sbarca (o tenta di sbarcare) sulle nostre coste. E ragionare sul gran numero di persone richiedenti asilo che conflitti molto estesi possono portare nel nostro paese e nella UE. Le scelte che può fare la politica.

Il tragico naufragio di Lampedusa ha acceso un dibattito sulla necessità di modificare le norme sull’asilo in Italia. Molti degli interventi hanno invocato in modo assolutamente improprio la riforma della legge Bossi-Fini, che con il diritto d’asilo interferisce ben poco e, per le disposizioni ancora in vigore (istituzione del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati e del relativo Fondo nazionale per l’asilo), in modo positivo. Altri, più seriamente, hanno proposto la creazione di un corridoio umanitario che permetta a quanti necessitano di protezione (ad esempio, i profughi siriani) di giungere in Italia senza doversi affidare agli scafisti. Per valutare se questa proposta possa essere accolta, e in che forma, è necessario tenere presente alcune considerazioni.

Il silenzio dei vivi, la fabbrica dei luoghi comuni

Il silenzio dei vivi, la fabbrica dei luoghi comuni e quelle storie che cambieranno l'estetica della frontiera


Fonte: http://fortresseurope.blogspot.it/
In questi quattro giorni dopo il naufragio di Lampedusa sono stato intervistato e citato dalle principali testate internazionali. Dal Corriere a l’Espresso, da Le Monde a l’Ansa, dalla Rai a Sky e tanti altri. Eppure provo un senso di tristezza. Mi sembra tutto un teatrino, in cui il pensiero egemone ammette una voce fuori dal coro per poi uscirne fuori ancora più forte. Forse, la verità è che per cambiare il racconto della frontiera non servono altri esperti. Ma servono racconti, servono storie, servono soggetti. Possibile che ancora non abbiamo visto un’intervista ai superstiti? Che ancora non abbiamo sentito le parole dei loro cari che li aspettavano a braccia aperte nelle città di mezza Europa? Possibile che non sappiamo niente del lutto che ha colpito i quartieri di Asmara per i suoi trecento figli ingoiati dal mare?

10/10/13

Le misure del governo per l'emergenza immigrazione

Veduta di Palazzo Chigi

Il Consiglio dei ministri ha disposto funerali solenni per le vittime del naufragio di Lampedusa. Costituito presso il ministero dell’Interno un Fondo con una dotazione di 190 milioni di euro per l’anno 2013 per far fronte ai problemi indotti dal fenomeno dell’immigrazione

Il Consiglio dei ministri, nella seduta del 9 ottobre, ha preso l'impegno di onorare le vittime del naufragio di migranti al largo delle coste dell’isola di Lampedusa con funerali solenni.

Il Consiglio ha quindi adottato misure per far fronte ai problemi indotti dal fenomeno dell’immigrazione, disponendo la costituzione di un Fondo presso il ministero dell’Interno con una dotazione di 190 milioni di euro per l’anno 2013.
Fonte: interno.it

Immigrazione: più fondi dall'Unione europea, presto misure per Lampedusa

Letta, Barroso, Alfano e Malmström in visita sull'isola siciliana. Incontro con i migranti del Cda, funerali di Stato per le vittime del naufragio. Letta: maggiore attenzione degli Stati europei attorno a questi temi. Barroso: «Serve la condivisione dei confini e delle iniziative»
Fonte: interno.it


2013_10_09_Lampedusa_conf_stampa 
La legge di stabilità, da approvare entro dicembre prossimo, conterrà misure concrete a favore di Lampedusa, misure che il governo individuerà con precisione in base alle indicazioni del sindaco dell'isola Giusi Nicolini e del presidente della regione siciliana Rosario Crocetta.

09/10/13

La legge di Antigone e le colpe dell'Europa

 
Fonte: repubblica.it 
 
INUTILE parlare di Europa madrepatria della democrazia, e proclamare nella sua Carta dei diritti che siamo "consapevoli del suo patrimonio spirituale e morale", dei suoi "valori indivisibili e universali di dignità umana, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà", quando tutto in noi pare spento: tutti i miti che fanno la nostra civiltà, assieme ai tabù che la sorreggono. E tra i primi forse il mito di Antigone, senza il quale non saremmo chi siamo. Oppure la solenne legge del mare, che obbliga a salvare il naufrago, quasi non esistesse peggiore sciagura delle acque che si chiudono mute sull'uomo. Il mare è senza generosità, scrive Conrad: inalterabile, impersona l'"irresponsabile coscienza del potere".

05/10/13

Appello per l’apertura di un canale umanitario fino all’Europa per il diritto d’asilo europeo

Appello per l'apertura di un canale umanitario fino all'Europa per il diritto d'asilo europeo

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Appello per l’apertura di un canale umanitario fino all’Europa per il diritto d’asilo europeo

Ai Ministri della Repubblica, ai presidenti delle Camere, alle istituzioni europee, alle organizzazioni internazionali

A cadenza ormai quotidiana la cronaca racconta la tragedia che continua a consumarsi nel mezzo del confine blu: il Mar Mediterraneo.
Proprio in queste ore arriva la notizia di centinaia di cadaveri raccolti in mare, ragazzi, donne e bambini rovesciati in acqua dopo l’incendio scoppiato a bordo di un barcone diretto verso l’Europa.
Si tratta di richiedenti asilo, donne e uomini in fuga da guerra e persecuzioni, così come gli altri inghiottiti da mare nel corso di questi decenni: oltre 20.000.
Lo spettacolo della frontiera Sud ci ha abituato a guardare l’incessante susseguirsi di queste tragedie con gli occhi di chi, impotente, può solo sperare che ogni naufragio sia l’ultimo. Come se non vi fosse altro modo di guardare a chi fugge dalla guerra che con gli occhi di chi attende l’approdo di una barca, a volte per soccorrerla, altre per respingerla, altre ancora per recuperarne il relitto.
Per questo le lacrime e le parole dell’Europa che piange i morti del confine faticano a non suonare come retoriche.
Perché l’Europa capace di proiettare la sua sovranità fin all’interno del continente africano per esternalizzare le frontiere, finanziare centri di detenzione, pattugliare e respingere, ha invece il dovere, a fronte di questa continua richiesta di aiuto, di far si che chi fugge dalla morte per raggiungere l’Europa, non trovi la morte nel suo cammino
Si tratta invece oggi di mettere al centro i diritti. Di mettere al bando la legge Bossi-Fini e aprire invece, a livello europeo, un canale umanitario affinché chi fugge dalla guerra possa chiedere asilo alle istituzioni europee senza doversi imbarcare alimentando il traffico di essere umani e il bollettino dei naufragi.

Lampedusa - Oggi nessuno osa chiamarli clandestini

Lampedusa - Oggi nessuno osa chiamarli clandestini
L’Europa, l’Italia e un decennio di politiche fondate sulla violenza

È arrivato definitivamente il momento. L’apertura di un corridoio umanitario, così come chiesto dall’appello, promosso da Melting Pot e firmato da tantissime realtà italiane, che in queste ore sta facendo il giro d’Italia, rappresenta il minimo del minimo di ciò che si dovrebbe fare.
Fonte: meltingpot.org

mare chiuso





Il Mediterraneo inghiotte uomini, donne e bambini in fuga dall'orrore di guerre e persecuzioni. Il mare è il sicario. I mandanti sono i nostri governanti e le loro politiche di "accoglienza", fatte di accordi segreti con dittatori, respingimenti, centri di identificazione ed espulsione e sacchi di plastica. Sono tante le iniziative in corso per porre fine a questo orrore, dalla manifestazione di Amnesty davanti a Montecitorio all'appello lanciato da Melting Pot per l’apertura di un canale umanitario per il diritto d’asilo europeo.

04/10/13

Quei 19.142 caduti


«Sul mare galleggiavano scarpe da bambino e merendine...». Tolgono il respiro le testimonianze dei soccorritori impegnati a Lampedusa a tirar su cadaveri, cadaveri, cadaveri. E noi lì, a guardare impotenti. A chiederci: cosa possiamo fare? Poco, oggi. Possiamo solo raccogliere quei corpi, chiuderli in una bara di cellophane, dire una preghiera, lasciarci strattonare da papa Francesco: «È una vergogna...».

Gian Antonio Stella.
Corriere della sera 04/10/2013

03/10/13

è una vergogna

fortress europe: la strage

La strage

Ragazzi di Tunisi dispersi al largo di Lampedusa nel marzo 2011

Fanno tutti a gara a contare quanti ne sbarcano, pronti a gridare all'invasore. Ma quanti sono quelli che non sono arrivati? Muoiono giorno dopo giorno. Anno dopo anno. E i loro corpi finiscono nell'oblio delle coscienze, seppelliti in fondo al cimitero Mediterraneo. Mangiati dai pesci e accatastati sopra le tubature dei gasdotti che sembrano a volte l'unico ponte rimasto tra le due rive. Da anni Fortress Europe cerca di documentare questa strage. I numeri parlano da soli.

3/10/2013 strage a Lampedusa


strage di migranti

Orrore in mare, 94 morti |Foto|Video

Fonte: corriere.it

 LO SPECIALE: TUTTI I VIDEO |Tragedia al largo dell'isola dei Conigli. Le vittime tutte profughi eritrei e somali. I dispersi sono 250. Il sindaco: «Orrore continuo»
  Le prime immagini I soccorritori: situazione disperata SITI STRANIERI
 Napolitano: «Presidiare le coste straniere». E Alfano: mi farò sentire con Barroso
 Polemica sui mancati soccorsi. Il ministro: «Italiani di cuore, non li hanno visti»
 LA STORIA|Donna tra i corpi , scambiata per morta. Ora è ricoverata in ospedale
 Lo strazio sulla banchina: quei corpi allineati|GUARDA IL VIDEO
 Il grido di dolore di Papa Francesco: «Una vergogna, uniamo i nostri sforzi»
 Minuto di silenzio alla Camera. Il presidente Boldrini commossa|GUARDA
 L’affondo choc della Lega: «Responsabilità morale della Kyenge»|IL VIDEO
 Kyenge: da rivedere le politiche sui flussi Replica alla Lega: «Offende le vittime»

Basta vittime innocenti nelle continue tragedie nel Mediterraneo


L'Unione europea riveda la sua politica sul monitoraggio delle frontiere esterne, sul soccorso in mare e sulla gestione delle emergenze umanitarie

L'ennesima tragedia accaduta oggi a Lampedusa, al pari delle altre che si ripetono continuamente nel Mediterraneo, non deve essere considerata una tragica fatalità .Essa chiama in causa le evidenti gravi responsabilità della politica dell'Unione Europea e dell'Italia sull'immigrazione e sull'asilo.
L'Europa da anni pone in atto politiche di contrasto del traffico dei migranti, impegnando massicce risorse economiche e l' utilizzo di forze di polizia mentre non vengono adottate adeguate misure per la realizzazione di un più efficace monitoraggio delle presenze delle imbarcazioni di migranti nel Mediterraneo e nel canale di Sicilia.

13/03/12

mare chiuso


 Tra il 2009 e il 2011 l'Italia si è vantata di aver fermato gli sbarchi a Lampedusa.
L'ha fatto respingendo centinaia di esseri umani nell'inferno libico.

Nessuno di loro fino ad oggi aveva potuto raccontare cosa davvero avvenne in mezzo al Mediterraneo.

Ora finalmente l'hanno potuto fare.



Dal 15 marzo nelle sale
MARE CHIUSO
di Stefano Liberti e Andrea Segre
prod. ZaLab - 63'

http://marechiuso.blogspot.com/