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17/12/11

migliaia in corteo per Modou Samb e Mor Diop

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L'Italia antirazzista sfila con i senegalesi

Dodicimila alla marcia antirazzistaCanti e preghiere per Mor e Modou

I manifestanti sono arrivati da tutta Italia. Il governatore Rossi lancia l'appello a Napolitano: «Cittadinanza ai feriti».



FIRENZE - Un lungo fiume che attraversa tutta la città, il corteo per dire no al razzismo dopo la strage in cui Gianluca Casseri, estremista di destra, ha ucciso Modou Samb e Mor Diop. Un fiume di oltre diecimila persone (il segretario della Cgil Mauro Fuso azzarda: «Siamo in 40 mila»). La partenza, alle 15, è stata da piazza Dalmazia: la prima tappa della follia del killer, ragioniere armato di pistola Magnum 357, che ha freddato i due senegalesi. Già dalla mattina sono arrivate centinaia di persone nel luogo dove sono morti i due senegalesi. In molti hanno pregato con tappeti stesi a terra e letture del Corano. E come un pellegrinaggio si sono avvicinati all'angolo del ricordo dove sono stati lasciati altri messaggi, disegni fatti dai bambini, stelle di natale e ciclamini e rose bianche. Le bancarelle del mercato hanno chiuso poco dopo l'una, anche in San Lorenzo sono rimaste chiuse. E l'arrivo intorno alle 18.30 in piazza Santa Maria Novella, dove in molti si sono fermati a pregare.

15/12/11

strage a firenze

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vittime di firenze e di torino

La campagna L’Italia sono anch’io a fianco dei rom di Torino e delle vittime di Firenze.

Il 17 e 18 dicembre, giornate di raccolta firme in tutta Italia per i diritti di cittadinanza delle persone di origine straniera, verranno dedicate alla lotta al razzismo e a tutte le discriminazioni

Il comitato promotore della campagna L’Italia sono anch’io, alla quale aderiscono

decine di comitati locali e migliaia di persone mobilitate in tutto il Paese per la raccolta

firme sulle due proposte di legge di iniziativa popolare per i diritti di cittadinanza, esprime

una ferma condanna dei drammatici episodi di razzismo avvenuti domenica scorsa a

Torino e ieri a Firenze con la morte di due cittadini senegalesi.

22/09/11

scontri a lampedusa

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21/09/11

Lampedusa: brucia centro di accoglienza



"No ai rimpatri", a fuoco il centro immigrati

Fonte: Repubblica.it


Lampedusa, dopo la rivolta si contano i danni
La procura di Agrigento apre un'inchiesta. I tunisini hanno appiccato il rogo poi sono fuggiti in massa. Devastate camerate e cucine, decine di intossicati in paese. Il sindaco: "La gente è stufa, userà i manganelli"




PALERMO - Fuoco ai materassi e via. Tutti in fuga dal centro che brucia. Il maestrale soffia a venti nodi alle cinque del pomeriggio in Contrada Imbriacola quando esplode la rivolta che covava già da giorni. E oggi, nel day after, si contano i danni mentre la procura d'Agrigento apre un'inchiesta.

02/08/11

rivolta nei CARA

Immigrazione, scontri a Bari e Crotone. In rivolta gli stranieri ospiti dei centri di accoglienza.

Fonte: corriere.it

Alta tensione nei centri di accoglienza per immigrati del sud. A Bari alcune centinaia di ospiti del Cara hanno bloccato strade e binari nelle vicinanze della struttura che li ospita per protestare contro le lungaggini burocratiche nell'ottenimento dello status di rifugiati. E in serata notizie di scontri sono arrivati anche dalla Calabria, dove alcune decine di persone che vivono nel centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto, nel Crotonese, hanno inscenato una protesta all'esterno dell'immobile culminata in scontri con le forze dell'ordine. I tafferugli hanno portato alla chiusura della statale 106 jonica. In Sicilia, nel frattempo, è emergenza per i nuovi arrivi di profughi in fuga dalla Libia, 25 dei quali sono morti soffocati nella stiva del barcone su cui stavano viaggiando.

29/06/11

In Italia tante "altre Rosarno" a rischio scontri 15 province

Fonte: Repubblica.it
da "Siamo tutti stranieri


La mappa è stata tracciata da una ricerca dell'Ires sul territorio. Tre delle aree in cui potrebbero scoppiare rivolte sono in Campania, tre in Puglia, due in Calabria, sette in Sicilia. Emerge una situazione di sfruttamento che non riguarda solo gli immigrati
di VLADIMIRO POLCHI

ROMA - Polveriere pronte a saltare. Sono le altre Rosarno d'Italia: quindici province 'a rischio di conflittualità sociale'. Dove sono? Tre in Campania, tre in Puglia, due in Calabria e ben sette in Sicilia. Incubatrici di tensioni economiche e sociali, che potrebbero esplodere in rivolte e scontri tra immigrati e italiani. Come a Rosarno nel gennaio 2010 1. In testa alla 'black list' c'è Caserta e la sua provincia.

25/05/11

braccialetti... (per gli abusivi)

Polemiche per gli «immigrati marchiati»
Fonte: corriere della sera
Blitz in piazza di Spagna: decine di ambulanti fermati; imposta loro fascetta numerata. «Serve a identificarli»

Confcommercio plaude l'idea. Sant'Egidio preoccupata

ROMA - Un braccialetto di carta al polso degli immigrati venditori abusivi. Con su stampigliati cinque numeri. Ad applicarlo, durante un’operazione antiabusivismo nel centro storico di Roma, gli agenti del I Gruppo della Polizia Municipale. «I bracciali ci permettono di identificare questi venditori con la merce che abbiamo loro sequestrato, è un sistema di garanzia», si è limitato a spiegare a caldo il comandante del gruppo Stefano Napoli.


Ma questa novità, scoperta dalle associazioni che si occupano di immigrati quando le immagini sono apparse nel tg locali, fa gridare all’orrore

09/10/10

Marcia indré

from Andrea Sarubbi

Credo che la storia l’abbiate letta, e se non l’avete letta vi prego di farlo. È la storia dei rom a Milano, che vi riassumo brevemente: il ministro dell’Interno aveva fatto un piano per l’emergenza, firmato con le associazioni di volontariato, che prevedeva lo sgombero di due campi in cambio di un aiuto a trovare casa e lavoro. Poi si è ricordato di essere un dirigente leghista in campagna elettorale, perché a Milano si vota in primavera, e con l’aiuto del Comune (Pdl, in campagna elettorale pure loro) si è rimangiato tutto. A quel punto, la Chiesa – che si occupa in prima linea di quei due campi, attraverso la Caritas ambrosiana e la Casa della carità – si è, come dire, alterata: tanto da uscire, proprio in queste ore, con un durissimo comunicato del cardinale Tettamanzi.
Qualcosa di simile, nel metodo, era successa a Roma alcuni mesi fa: il Comune aveva chiesto alle associazioni di avanzare proposte concrete, dopodiché – senza neppure prenderle in considerazione – aveva preferito mettere la polvere sotto il tappeto, sgomberando Casilino 900 e spostando tutti i suoi abitanti in altri campi nomadi già esistenti. La Comunità di Sant’Egidio, per protesta, abbandonò il Tavolo di confronto e da allora non ci è più rientrata.

04/10/10

Milano, Italia: quando la caccia al Rom serve a parlare (male) ai ceti popolari

“Roma Libera” chiedono i manifesti di un consigliere comunale romano del PDL. Dal traffico e dalla precarietà? Macché: libera “dai campi abusivi Rom”. Il consigliere in questione è un ammiratore del presidente Sarkozy e, oltre a rivendicare i “successi” della giunta Alemanno nel settore dell’immigrazione, è sulla stessa lunghezza d’onda dei suoi colleghi milanesi. Sarkozy, Moratti, Alemanno: tre leader di destra in difficoltà, che non trovano risposte alla crisi economica e che si accaniscono contro i Rom per far risalire un po’ i propri consensi. Vale la pena capire quale battaglia culturale sta combattendo questa destra e perché, finora, la sinistra è rimasta senza parole.
1. Come spiega Alessandro Coppola in un articolo su Rassegna.it, a Milano la destra gioca su più tavoli con un obiettivo preciso: aumentare le cause di quella stessa paura che poi le farà vincere le elezioni. Per esempio facendo chiudere i negozi prima e quindi rendendo più deserte e più insicure le strade. O peggio ancora, non facendo alcun lavoro di integrazione sugli immigrati, rendendoli più marginali e quindi più facilmente contigui con i circuiti criminali o anche solo più “arrabbiati” contro gli italiani. Chi voglia capire come sarà Roma dopo la cura Alemanno può farsi un giro per la Milano governata dalla destra dal 1993.

24/09/10

berlino senza i turchi?

Uno scorcio di Kottbuser Damm, nel quartiere berlinese di Kreuzberg, area a forte immigrazione turca e crocevia di culture

Berlino senza i turchi?



In Germania tiene banco il libro choc di Sarrazin sull’immigrazione musulmana, fattore di declino nazionale in un futuro prossimo. La replica arriva dai mille volti della comunità turca nel Paese, ormai alla terza generazione e quanto mai diversi tra loro. Ma per lo più ancora lontani dall’integrazione

In Germania i turchi sono ormai alla terza generazione, ma l’integrazione effettiva di questa comunità è ancora di là da venire. A riaccendere le polveri sul tema è il nuovo libro di Thilo Sarrazin, membro del Partito socialdemocratico e del direttorio della Bundesbank, da poco obbligato alle dimissioni dal board  dell’istituto centrale "per le sue posizioni razziste".
Nel suo “Deutschland schafft sich ab (“La Germania si distrugge da sola ”), in cima alle classifiche di vendita tedesche, Sarrazin è tornato a lanciare l’allarme sul pericolo che la comunità musulmana rappresenta per il Paese, suscitando dure reazioni governative, politiche e tra i rappresentanti della comunità turca.


04/09/10

rom ed espulsioni: capirne di più

Cari amici dell’ASGI,
sulle vicende di rimpatrio dei cittadini Rom da parte del Governo francese s’inviano i commenti del Prof. Fulvio Vassallo Paleologo e l’ intervista a Gianfranco Schiavone (Affari Italiani) assieme a  una breve rassegna di  materiali utili all’approfondimento.


Si inasprisce la persecuzione dei Rom in violazione delle norme dello Stato di Diritto e delle regole comunitarie
Il prof. Fulvio Vassallo Paleologo analizza la condizione giuridica dei rom e le norme sull'allontanamento dei cittadini comunitari alla luce delle ultime vicende di rimpatrio dei cittadini Rom da parte del Governo francese.

Rom espulsi, Asgi: “La direttiva europea esclude provvedimenti collettivi”  - Intervista a Gianfranco Schiavone - Affari italiani

L’archivio del Convegno sulla condizione giuridica dei Rom e Sinti tenutosi a Milano lo scorso giugno con tutte le relazioni dei partecipanti e un’ area che raccoglie gli ultimi Rapporti di ricerca .http://rom.asgi.it

Apice Europa  - Notizie dall’Europa - Rom: le troppe ambiguità europee di Enrico Panero

03/08/10

la miccia






Castelvolturno, Rosarno, Via Padova a Milano: sono solo i più eclatanti tra gli episodi di disordini a sfondo etnico scoppiati in Italia nell’ultimo periodo.
La rivolta, in quei casi, è esplosa a causa di un episodio di cronaca: una sparatoria, un egiziano accoltellato su un autobus. La goccia che fa traboccare il vaso, la miccia accesa che arriva alla polvere da sparo. Perché? Da dove hanno origine le tensioni che covano evidentemente da tempo nei quartieri cosiddetti “multietnici”, o nelle campagne dove in tanti arrivano per le raccolte stagionali?
Da Milano a Cassibile in Sicilia, da Luco dei Marsi in Abruzzo al quartiere della Magliana a Roma, “Crash” si occupa in questa puntata delle situazioni a rischio di conflitto, dei ghetti urbani dove lo spaccio a cielo aperto porta i cittadini a filmare quello che accade sotto le loro finestre, dei braccianti agricoli tunisini esasperati dall’ “invasione” dei romeni che lavorano a prezzi stracciati, del degrado di alcuni quartieri dove la polizia non ha il controllo del territorio.
Un viaggio nel paese delle micce innescate, ma anche un tentativo di superare il facile schema delle contrapposizioni.  

14/07/10

immigrazione e criminalità

Più immigrati più crimine? dipende 

di Francesco Fasani 29.06.2010


I risultati di una indagine sul Regno Unito mostrano che la presenza di immigrati non necessariamente si trasforma in un aumento dei tassi di criminalità. Anzi. Se agli stranieri viene lasciata la libertà di entrare e uscire dal paese ospitante, lavorare in regola e scegliere i mercati del lavoro locali in cui inserirsi, non si registrano effetti negativi dal punto di vista della criminalità. Quando la politica migratoria preclude loro queste possibilità, possono finire per scegliere attività criminose per far fronte alle necessità di sostentamento.

Il rapporto tra immigrazione e criminalità è uno dei temi caldi e ricorrenti del dibattito politico italiano. L’evidenza empirica di cui disponiamo per il caso italiano non conferma l’esistenza di una chiara relazione causale tra presenza di immigrati nell’area e tassi di criminalità. (1) Eppure, per molti politici e commentatori la relazione è scontata. (2).

22/05/10

cari moratti, datevi al calcio: vi riesce meglio..


Quelle parole del sindaco sugli immigratidi Tito Boeri e Marta De Philippis 18.05.2010
 
Lettera aperta al sindaco di Milano, Letizia Moratti. Che qualche giorno fa ha proposto un'equazione tra immigrati clandestini e criminalità. Parole che non sembrano suffragate da analisi e studi approfonditi. Perché i dati di una ricerca della Fondazione Rodolfo Debenedetti su otto comuni del Nord Italia e il primo censimento dei senzatetto a Milano offrono una lettura ben diversa della situazione.
A partire dal fatto che quasi tutti gli immigrati passano per una condizione di irregolarità prima di ottenere il permesso di soggiorno.

Caro Sindaco,è di qualche giorno fa la sua equazione tra immigrati clandestini e criminalità: “il clandestino che non ha un lavoro regolare normalmente delinque” ha dichiarato e reiterato successivamente. Ci risulta difficile pensare a un clandestino con un lavoro regolare. Ci sta quindi dicendo che tutti i clandestini sono delinquenti? E sulla base di quali dati giunge a una tale inquietante conclusione?
Le poniamo queste domande perché i dati di cui disponiamo ci portano a conclusioni molto diverse dalle sue. E crediamo che il dovere del primo cittadino sia quello di documentarsi prima di alimentare pregiudizi diffusi.

25/03/10

gangs of italy

La guerra tra giovani delle gang multietniche


HA VENT'ANNI, si fa chiamare Ryu, è italiano e per tre anni ha fatto parte della gang dei Latin King. È questa la nuova frontiera di chi entra nelle strade dei graffiti:è il mix,è la destrutturazione, il multietnico. «Non ero l'unico non ecuadoregno della gang. Insieme con me- racconta Ryu - c'erano asiatici, arabi, slavi».

Molti di noi pensano che New York, la città delle novanta provenienze, sia il futuro migliore per tutti...». Felpa e coltello. Codici d'onore e regole per combattere. Musica salsa, bachata, merengue, reggaeton, cumbia e «stile» di vita. Esiste un mondo giovanile sotterraneo, un impasto di bande e di gruppi, che agli estranei fa l'effetto di un labirinto, dal quale sembra meglio girare alla larga.

24/03/10

salveranno rosarno

Ci voleva


"Ci voleva un pugno d'africani per segnare la differenza tra il consueto e l'inaccettabile."
I fatti e come mai sono successi un anno prima che succedessero ancora.