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19/09/11

accordo tra Poste Italiane e PosteFinances Senegal

Accordo tra le Poste di Italia e Senegal per migliorare i servizi agli immigrati.

Fonte: immigrazioneoggi.it


Siglato un protocollo d’intesa e istituito un gruppo di lavoro per favorire e rendere competitivi i servizi di money transfer internazionale, carte prepagate, micropagamenti e di pagamento via telefono mobile.


10/09/11

la tassa sugli invisibili

di Sergio Briguglio
 



Due senatori della Lega propongono un'imposta di bollo sui trasferimenti di denaro all’estero da parte di stranieri irregolari. A conti fatti si tratterebbe di un gettito annuo di 7 milioni. Ma il vero scopo è chiaro: colpire chi non ha voce, voto, tutela sindacale. Un modo per mettere le mani nelle tasche di chi – non certo per propria scelta - ha una vita già molto difficile. E, tra l’altro, la proposta fa a pugni con una norma in materia che esiste dal 2009.
La Commissione bilancio del Senato ha approvato un emendamento al decreto-legge 138/2011 (la manovra finanziaria) proposto dai senatori leghisti Garavaglia e Vaccari, che istituisce un'imposta di bollo sui trasferimenti di denaro all'estero attraverso istituti bancari, agenzie di money transfer e altri agenti in attività finanziaria. Si tratta di un'imposta del 2 per cento dell'importo trasferito, con un prelievo minimo di 3 euro. Sono esentati dall'imposta i trasferimenti verso stati membri dell'Unione Europea e quelli effettuati da soggetti muniti di matricola Inps e di codice fiscale.

OBIETTIVO: COLPIRE GLI IRREGOLARI

26/06/11

Rapporto 'Inclusione finanziaria e Mercato del Migrant Banking

Rapporto inclusione finanziaria e migrant banking

Fonte: interno.it

Nel progetto, promosso dal ministero dell'Interno e realizzato da Deloitte e Microfinanza, anche un manuale e un sito web dedicato


nostro servizio
Le politiche di integrazione passano anche per l'inclusione finanziaria dei migranti. A questo tema, finora poco esplorato, è dedicato il Rapporto 'Inclusione finanziaria e Mercato del Migrant Banking' presentato questa mattina a Roma, al Viminale, durante il convegno 'Migrant banking-Domanda e offerta a confronto'.

13/03/11

Il credito agli immigrati in Italia


Banca d'Italia - n. 794 - Il credito agli immigrati in Italia (Bridging the gap between migrants and the banking system)
Giorgio Albareto e Paolo Emilio Mistrulli, febbraio 2011
Fonte: Bancaditalia.it
Il lavoro propone un'analisi delle condizioni di accesso al credito degli imprenditori immigrati nel periodo 2004-2008. I risultati mostrano che, in media, gli imprenditori immigrati pagano tassi di interesse più elevati di circa 70 punti base. Il differenziale diminuisce all'aumentare della durata della relazione con il sistema bancario ed è più basso per gli immigrati di seconda generazione e per quelli di origine italiana. Le difficoltà di accesso al credito per gli immigrati si sono ridimensionate nel tempo.

Sintesi
Testo

stranieri e banche: un rapporto difficile


Prestiti più cari per gli imprenditori immigrati


Per chi viene dall'Est fino all'1,3% in piùDa uno studio di via Nazionale emerge una forte penalizzazione delle piccole aziende costituite da stranieri da parte delle banche italiane. La differenza si attenua per l'America Latina (0,20%) e si annulla per Nord America e Oceania. In media il maggior costo è di 70 punti base
di ROSARIA AMATO
Fonte: Repubblica


ROMA - Sei immigrato? E allora se vuoi un prestito devi pagare molto, molto di più. "Gli imprenditori immigrati pagano in media tassi di interesse più elevati di circa 70 punti base rispetto a quelli applicati dagli italiani": il dato emerge da una ricerca della Banca d'Italia, condotta da Giorgio Albareto e Paolo Emilio Mistrulli. I due studiosi hanno messo a confronto i prestiti erogati alle piccole imprese in Italia dal 2004 al 2008, arrivando alla conclusione che, non solo gli immigrati sono penalizzati, ma che non tutti gli immigrati sono uguali. Gli imprenditori provenienti dall'Est Europeo arrivano a pagare l'1,3% in più, mentre ad un latino-americano si chiede solo un modesto 0,20% in più. Anche per gli immigrati di seconda generazione o per quelli nati all'estero, ma di origine italiana, la differenza si riduce allo 0,20% in più, che però in un prestito da 75.000 euro, come quelli considerati dall'indagine di Bankitalia, ha un peso non indifferente.

19/08/10

Il gratta e vinci delle rimesse


Da oggi, in Francia, gli immigrati potranno inviare i propri risparmi alle famiglie rimaste nei paesi d’origine anche dal tabaccaio. Una piccola, grande rivoluzione per un fenomeno che a partire dalla seconda metà degli anni ’90 è cresciuto ogni dodici mesi ad un tasso medio del 10%. Un ponte finanziario tra coloro che sono partiti e l’antica madre patria sul quale, però, gli emigrati sono obbligati a pagare commesse assai elevate. Secondo la Banca mondiale, infatti, ogni bonifico  comporta spese di trasferimento che oscillano tra il 13% ed il 16%. Per evitare i quali  molti  hanno deciso, nel tempo, di utilizzare i più incerti ma meno costosi canali della finanza informale che, secondo gli esperti, ammonta alla metà del totale dei trasferimenti. Dal 2008 il sito Envoidargent.fr è impegnato nella promozione della concorrenza e della trasparenza nei sistemi di invio delle rimesse, mettendo a confronto le tariffe dei vari operatori. L’iniziativa dei bonifici attraverso il tabaccaio di fiducia, lanciata il 9 giugno dalla società MoneyGram e sostenuta dal Governo d’Oltralpe, s’inserisce in questo contesto consentendo di ridurre i costi di spedizione e semplificandone le procedure.

01/08/10

milano: 15 miliardi grazie agli stranieri

Milano: dagli immigrati 15 miliardi al Pil milanese. 21mila gli imprenditori stranieri attivi nel 2009.
Indagine della Camera di Commercio di Milano. Aumentano le rimesse verso i Paesi di origine: 900 milioni di euro nel 2008.


15 miliardi di euro: è quanto incidono i lavoratori immigrati alla realizzazione del Pil milanese. A renderlo noto è un’inchiesta della Camera di Commercio di Milano secondo la quale, ben un quinto della cifra (circa 3 miliardi di euro) è dovuta ad attività imprenditoriali con titolare straniero.
Complessivamente, quasi 900 milioni dell’apporto, vengono spediti nei rispettivi Paesi d’origine come rimesse. Flussi di risparmio che per 655 milioni arrivano nei Paesi in via di sviluppo (il 76% del totale) e, secondo lo studio, sono sufficienti a mantenere circa 1 milione e mezzo di persone, tra familiari e persone a carico.

16/02/10

rimesse: 32 miliardi

Ue: 32 miliardi di euro le rimesse degli immigrati nel 2008. Crescite in un anno dell’1,6%.
Da Spagna e Italia i flussi maggiori. Diminuiscono i trasferimenti degli immigrati intra-Ue.

32 miliardi di euro di rimesse dei migranti all’interno dei Paesi Ue nel 2008, che comprendono anche gli immigrati intracomunitari, con un aumento di appena l’1,6% rispetto all’anno precedente a fronte di nuovi ingressi di lavoratori ben più consistenti.
Sono i dati resi noti ieri da Eurostat, l’ufficio di statistiche europeo, che definisce i “dati sulle rimesse sono molto difficili da quantificare, in quanto si riferiscono a molte transazioni di piccole dimensioni attraverso una molteplicità di canali, a volte informali o illegali”.
I dati - informa Eurostat - sono desunti dalle rilevazioni statistiche della bilancia dei pagamenti e le rimesse comprendono i trasferimenti correnti da parte dei migranti che vivono e lavorano in uno Stato membro verso altre persone residenti nei Paesi dove i migranti hanno precedentemente vissuto.
Le persone che lavorano e vivono in un altro Paese per meno di un anno non sono considerati come “espatriati”, ma semplicemente come “non residenti”; le loro transazioni sono quindi registrate nelle statistiche della bilancia dei pagamenti sotto la voce “redditi da lavoro dipendente”.
Così definiti, i trasferimenti dei lavoratori espatriati sono aumentati in totale del 1,6% rispetto all’anno precedente (31,3 miliardi di euro) e addirittura del 65% rispetto al 2004 (19,4 miliardi di euro). L’aumento delle rimesse è dovuto principalmente ad una forte crescita dei flussi extra-Ue27, che dagli 11,5 miliardi di euro del 2004 sono passati a 22,5 miliardi di euro nel 2008, con un aumento superiore al 95%. Nello stesso arco di tempo, i flussi intra-Ue27 sono aumentati soltanto del 18% (da 7,9 miliardi a 9,3 miliardi di euro). Di conseguenza, la quota delle rimesse extra-Ue27 sul totale delle rimesse è passata dal 59% nel 2004 al 71% nel 2008. Nel 2008, circa due terzi del totale delle rimesse dei lavoratori espatriati trasferite a partire da un Paese Ue provengono da quattro principali Paesi: Spagna (7,8 miliardi di euro, ossia circa 25% del totale delle rimesse), Italia (6,4 miliardi di euro, ossia 20%), Francia (3,4 miliardi di euro, ossia 11%) e Germania (3,1 miliardi di euro, ovvero 10%).

15/11/09

manda i soldi a casa

On line un nuovo sito (OIM, Ucodep, MAE, Cespi) sul tema delle rimesse.

"L'obiettivo è garantire trasparenza e chiarezza su tutto quello che c'è da sapere per inviare i soldi. Sezioni dedicate anche al risparmio e alle iniziative a favore dei migranti
Nuovo sito di informazioni sul tema delle rimesse
Il logo di 'mandasoldiacasa'Tutte le informazioni su come mandare i propri soldi nel Paese d'origine sono adesso disponibili on line sul sito http://www.mandasoldiacasa.it/ presentato il 9 novembre scorso al ministero delgi Affari esteri nel corso della Conferenza internazionale sulle rimesse.

Il sito, che ha tra i suoi promotori l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), nasce per garantire chiarezza e completezza delle informazioni sulle rimesse - i costi, i tempi delle rimesse, i vari operatori - realtà importante per gran parte degli immigrati che vivono e lavorano in Italia e per le loro famiglie d'origine.

Il nuovo spazio on line offre dati sul volume delle rimesse, dall'Italia e dal mondo, una banca dati sulle iniziative a favore dei migranti, comprese le opportunità di finanziamento, una sezione interamente dedicata a consigli su come gestire e risparmiare il denaro e, soprattutto, consente di comparare in piena trasparenza i costi di invio.

Su questo aspetto è allo studio una 'road map' per stabilire tempi e modi di riduzione: l'obiettivo della Farnesina è portare i costi nell'arco di 5 anni dall'attuale 10% al 5% sulla somma inviata."