Molti immigrati o pochi ‘nuovi italiani’?
Andrea Stuppini*
Fonte: neodemos.it
Spesso si sente ripetere che gli immigrati hanno avuto in Italia,
una crescita rapidissima dopo il Duemila, e che la loro quota di
presenza ha superato la media europea.C’è del vero in queste
affermazioni, che però nascondono l’altra faccia del fenomeno: in quasi
tutti i paesi europei (che pure hanno normative molto diverse tra loro:
sia sul versante dello ius sanguinis che su quello dello ius soli) la concessione della cittadinanza (o processo di naturalizzazione)
viene considerata lo sbocco naturale delle politiche di integrazione, e
questo contribuisce a abbassare l’apparente quota della presenza
straniera, che tanto ci impressiona. In altre parole: la presenza
straniera può apparire alta per la sola ragione che diventare cittadini
residenti è molto difficile, oppure, viceversa, bassa. perché il paese
di destinazione favorisce (o almeno non ostacola) l’acquisizione della cittadinanza.
Un po’ di cifre
aggiornamento manuale e quadro della normativa
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Cari amici,
alla pagina
http://briguglio.asgi.it/immigrazione-e-asilo/2016/settembre/sinottico-normativa-52.html troverete
un quadro aggiornato della norma...
9 anni fa








From summer 2004 to the end of 2005 an international network of researchers has analysed the rules and practices regulating the acquisition and loss of nationality in the fifteen ‘old’ EU Member States. The results of this EU-funded project with the acronym NATAC (The acquisition of nationality in EU Member States: rules, practices and quantitative developments) are published in two volumes by Amsterdam University Press.