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07/11/12

Obama' immigration reform

Fixing the Immigration System for America’s 21st Century Economy

 


"We are the first nation to be founded for the sake of an idea—the idea that each of us deserves the chance to shape our own destiny. That’s why centuries of pioneers and immigrants have risked everything to come here…The future is ours to win. But to get there, we cannot stand still."

30/08/11

politiche per l'immigrazione: nuovi modelli

DUE PERCORSI PER GLI IMMIGRATI

di Giovanni Peri
Fonte: lavoce.info

Le migrazioni sono una grande opportunità di crescita economica. Per regolare i flussi in modo da produrre il massimo beneficio economico, tuttavia, bisogna tener conto che esistono due gruppi diversi di immigrati, ad alto e basso livello di istruzione. Entrambi importanti, vanno regolati separatamente. Ai primi dovrebbe essere garantito il permesso di soggiorno, senza alcun obbligo aggiuntivo. Mentre per i secondi si dovrebbe avviare un programma di immigrazione temporanea, sponsorizzato dai datori di lavoro. Il ruolo delle università.

28/07/11

accordo di integrazione: approvato il regolamento

Immigrazione, approvato l’accordo di integrazione tra straniero e Stato
Fonte: interno.it

È stato approvato oggi dal Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Interno Roberto Maroni e del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi, il decreto presidenziale che disciplina l’'Accordo di integrazione tra lo straniero e lo Stato’. Maroni: «Innovazione molto rilevante sul tema della gestione dei flussi dei cittadini stranieri».

09/07/11

“Labour Migration Academy” ITC ILO

The first “Labour Migration Academy” is being held in Turin.
Turin will become the world capital of the debate on international migration policy for two weeks starting on July 4.
Fonte: http://www.itcilo.org/en


It is not just a conference but the first "International Academy on Migration", organized by the United Nations, to discuss and train people who, in the countries of origin of migrants and in destination countries, are called upon to deal with a phenomenon of planetary dimensions.

29/06/11

clandestinità (e altri errori di destra e di sinistra

ImmigrazioneOggi incontra Paolo Borgna, magistrato ed autore di “Clandestinità (e altri errori di destra e di sinistra)”.
Al centro della videointervista le contraddizioni della normativa sull’immigrazione, la necessità di coniugare la solidarietà con il rigore nel far rispettare le regole, l’augurio di riappropriarsi di quei valori di generosità propri della cultura tradizionale italiana.


Una cultura della legalità, coniugata con il principio di solidarietà, per collegare i comuni doveri con la capacità di estendere i diritti e di includere nuove popolazioni.
È questo, in sintesi, il pensiero che ha ispirato Paolo Borgna per il suo libro Clandestinità (e altri errori di destra e di sinistra). Il volume, edito da Laterza, è stato presentato al Salone del libro di Torino e riporta le riflessioni dell’autore, magistrato, sulla normativa riguardante l’immigrazione che viene definita “inefficace perché non raggiunge gli obiettivi che si propone”.
Raccontando le storie che ha raccolto nei tribunali piemontesi – Angela, moldava che voleva fare la badante; Hamid, marocchino, baby pusher; Abdel, egiziano e giardiniere clandestino – l’autore mette in luce un sistema che “produce ingiustizia, è forte con i deboli e debole con i forti”.
Nella videointervista ad ImmigrazioneOggi, Borgna si sofferma su alcuni degli episodi raccontati e riflette sui recenti avvenimenti.
Paolo Borgna è magistrato a Torino dal 1981. Tra il 2001 e il 2003 ha lavorato a Bruxelles, come esperto di criminalità transfrontaliera, al Patto di stabilità per il Sud Est Europa. Attualmente è procuratore aggiunto nel capoluogo piemontese e coordina il gruppo di lavoro Sicurezza urbana. Per anni si è occupato di tratta degli esseri umani. È autore di vari saggi sulla giustizia.

05/06/11

R. Maroni a Trento: chi deve governare le politiche dell'immigrazione

guarda il video
 
Roberto Maroni Giovanni Peri L'emergenza degli sbarchi a Lampedusa ha riproposta con drammatica attualità il problema del governo dei flussi migratori. Fino a che punto possibile gestirli su scala nazionale o richiedono un coordinamento su scala europea? Ne discutono il ministro dell'Interno italiano e uno studioso della cause e degli effetti delle migrazioni internazionali. introduce Dario Di Vico


T. Hatton: abbiamo bisogno di una politica europea dell'immigrazione?

Guarda il video
 
Abbiamo bisogno di una politica europea dell'immigrazione? Quale?
Timothy J. Hatton Le politiche per l’immigrazione ci pongono davanti ad alcune questioni fondamentali, prima fra tutte sugli obiettivi di queste politiche e la loro reale efficacia. E ci obbligano anche a confrontare i sistemi che regolano l’immigrazione e il diritto d’asilo nei diversi paesi alla ricerca di soluzioni comuni. introduce Antonio Preziosi


29/05/11

commissione UE: proposte per una nuova politica migratoria

 

24.05.2011 A credible, fair and effective EU migration policy: the way forward

The Commission is proposing a package of measures aimed at a better management of migration flows from the Southern Mediterranean region, as well as amendments to the Visa Regulation to ensure that visa free travel does not lead to abuse. The Commission package includes three elements:
  • A Communication on a "Dialogue for migration, mobility and security with the Southern Mediterranean countries", which aims to establish mobility partnerships between the EU and North African countries.
  • The Annual Report on Immigration and Asylum (2010), which highlights the main developments at the EU and national levels in the field of migration last year.
  • A Proposal to amend EU Regulation 539/2001, which proposes the introduction of a safeguard claused allowing, under certain exceptional conditions, for the temporary reintroduction of the visa requirement for citizens of a third country.

22/04/11

Piano di accoglienza tunisini

Piano di accoglienza tunisini: firmata l’ordinanza del Presidente del Consiglio. “Equa e contestuale” la distribuzione degli immigrati tra tutte le Regioni.

Primo stanziamento di 30 milioni di euro. 1 milione per gli interventi di Protezione civile in Nord Africa.
Fonte: immigrazioneoggi.it


È stata firmata venerdì scorso dal Presidente del Consiglio l’ordinanza sulle disposizioni urgenti per fronteggiare l’emergenza immigrazione, che prevede, da parte del Ministero dell’economia “una prima assegnazione di 30milioni di euro al Fondo della protezione civile”, quale “acconto rispetto al maggiore stanziamento necessario per il superamento dell’emergenza”. L’ordinanza – in via di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale – nomina il capo del Dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, commissario delegato per la realizzazione di tutti gli interventi necessari a fronteggiare l’emergenza.

17/04/11

quelle parole in libertà sui migranti

QUELLE PAROLE IN LIBERTÀ SUI MIGRANTI
di Maurizio Ambrosini 15.04.2011

Dal Nord Africa sono arrivate finora in Italia circa 30mila persone, non certo lo tsunami umano di cui parla il presidente del Consiglio. Dopo aver rifiutato di ratificare tre direttive europee sull'immigrazione, ora invochiamo, a sproposito, la libera circolazione per i migranti cui abbiamo concesso la più debole delle figure giuridiche della protezione internazionale. Tutti i paesi europei hanno irrigidito le procedure per l'ingresso, ma hanno accolto masse di rifugiati ben più consistenti. Invece di autoisolarci, dovremmo cercare di costruire soluzioni condivise a livello europeo.


LO TSUNAMI UMANO

La prima è “tsunami umano”, espressione utilizzata dal premier Berlusconi. E’ stato il culmine mediatico di un crescendo di esternazioni allarmistiche da parte degli esponenti del nostro governo. Mi limito a citare un dato: all’epoca delle guerre balcaniche, negli anni Novanta, l’Italia ha accolto 77mila profughi, perlopiù con la stessa formula giuridica (il permesso di soggiorno temporaneo per ragioni umanitarie) utilizzata per i circa 15mila sbarcati dal Nord Africa accettati ufficialmente nei giorni scorsi. (1) Allora molti si sono integrati, qualcuno è tornato in patria. Il paese non ne è stato travolto. Non si vede perché dovrebbe esserlo oggi, a meno che le proteste degli abitanti dei luoghi dove dovrebbero essere accolti, spaventati dai massimi responsabili della guida del paese, non producano una profezia che si autoavvera.

07/04/11

informativa alla Camera sui permessi umanitari

Maroni: «Ai migranti un permesso di soggiorno temporaneo»

Fonte: interno.it 

Nell'informativa alla Camera il ministro dell'Interno ha illustrato la strategia del Governo per la gestione dei flussi migratori. Annunciato un incontro con il collega francese e la partecipazione lunedì prossimo al Consiglio GAI

Il ministro Maroni alla CameraCon un’informativa urgente sulle misure adottate in relazione all'eccezionale flusso di immigrazione verso l'isola di Lampedusa, il ministro dell’Interno Roberto Maroni è intervenuto oggi alla Camera dei Deputati.

Sul naufragio del barcone con circa 200 migranti a bordo nella notte di ieri, il ministro, esprimendo il proprio cordoglio, anche a nome del Governo, ha riferito che la tragedia è avvenuta in acque maltesi, precisando che «le autorità di quel Paese hanno chiesto il nostro intervento e lo abbiamo fatto subito». «Le ricerche – ha proseguito - continuano ma le speranze di trovare persone ancora in vita si affievolisce di ora in ora».

Dati alla mano, Maroni ha ricordato che dal 1° gennaio ad oggi sono stati registrati 390 sbarchi in Italia per complessivi 25.867 arrivi, di cui 23.352 sulle isole Pelagie: circa 21 mila i sedicenti tunisini provenienti dall'area sud, nei porti di Djerba e Zarzis.

05/04/11

Il governo che non c'è - di Tito Boeri su Repubblica

Un'isola che c'è, Lampedusa, ci ha convinto che non può esistere un governo che non c'è. Quella offerta nelle ultime settimane è una dimostrazione di totale, frustante, impotenza nel gestire un problema certamente complesso ma non più grave di quello in passato fronteggiato da altri paesi dell' Unione Europea. Quei paesi della Ue che hanno una lunga tradizione nel gestire flussi massicci di rifugiati politici e immigrati clandestini. Non si può dire che i massicci sbarchi dal Nord-Africa di queste settimane non fossero prevedibili. Era stato lo stesso ministro Maroni a preannunciare due mesi fa un «esodo biblico di 80.000 tunisini», ben maggiore di quello sin qui registrato.

Da allora nulla è stato fatto per fronteggiare questa emergenza, per garantire un primo soccorso adeguato alle persone sbarcate a Lampedusa e per definire una qualche strategia, da concordare con tutti gli attori coinvolti. Il coordinamento proprio non c' è stato, neanche all' interno dell' esecutivo. Per non parlare di quello fra governo e Regioni. Abbiamo assistito a quattro tipi di reazioni all' interno della maggioranza. La prima è l' urlo. Il "föra di ball" in incerto dialetto lombardo di Umberto Bossi potrà forse servire a placare le ira di qualche elettore della Lega, ma certo non è di alcun aiuto ai ministri dello stesso partito che devono gestire il problema. La seconda reazione è stata l'ipocrisia. Si sono inviati clandestini in centri come quello di Manduria sapendo benissimo che ci sarebbero state fughe in massa. Paradossalmente è stato più efficace lo sciopero dei treni delle barriere poste attorno al centro nel contenere gli esodi dal centro verso il nord. E Manduria non è un caso isolato.

23/03/11

piano del Viminale per 50.000 profughi

Emergenza sbarchi, Maroni: «Presto un piano per distribuire fino a 50.000 profughi nelle regioni italiane»

Lo ha annunciato il ministro dell'Interno in una conferenza stampa al termine di un incontro al Viminale con i rappresentanti di regioni, province e comuni. La ripartizione avverrà in base al criterio del numero di abitanti, ma con alcuni correttivi
Fonte: interno.it


«Regioni, provincie e comuni hanno aderito alla richiesta avanzata qualche giorno fa anche dal Capo dello Stato ed è stato discusso un piano di emergenza per i profughi che deve partire dal principio di solidarietà: tutti i territori devono sentirsi coinvolti». Lo ha detto oggi il ministro dell’Interno Roberto Maroni in una conferenza stampa al termine di un incontro tra i vertici del Viminale ed i rappresentanti delle regioni, delle province e dei comuni. Presenti alla riunione i sottosegretari all’Interno Alfredo Mantovano, Michelino Davico, Nitto Francesco Palma, il sottosegretario all'Economia ed alle Finanze Sonia Viale, il capo della Polizia Antonio Manganelli, i capi dei dipartimenti Libertà civili e immigrazione, Angela Pria, e Vigili del fuoco, soccorso pubblico e difesa civile, Francesco Paolo Tronca, il commissario straordinario per l'emergenza immigrati Giuseppe Caruso, oltre ai rappresentanti della conferenza Stato-regioni, dell’Unione delle province d’Italia (Upi) e dell’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci).

13/03/11

il governo ora chiede più immigrati

Il governo ora chiede più immigrati

"Ne servono due milioni in dieci anni" Il documento del Welfare: l'Italia si reggerà sui lavoratori stranieri. Il fabbisogno: 100mila persone in più all'anno nel 2011-2015 e 260mila fino al 2020

di VLADIMIRO POLCHI
Fonte: Repubblica.it


L'ITALIA ha bisogno di nuovi immigrati? Certo: "Nel periodo 2011-2015 il fabbisogno medio annuo dovrebbe essere pari a circa 100mila, mentre nel periodo 2016-2020 dovrebbe portarsi a 260mila". Tradotto: nei prossimi dieci anni avremo bisogno di "importare" un milione e 800mila lavoratori. A metterlo nero su bianco non è un sindacato, né un'associazione di categoria. Bensì il ministero del Lavoro, diretto da Maurizio Sacconi. E così mentre dal Viminale si lancia l'allarme contro "l'esodo biblico" pronto a scatenarsi dalle coste del Nord Africa, i tecnici incaricati dal ministero del Welfare lavorano concretamente alle "previsioni del fabbisogno di manodopera". In un dettagliato rapporto del 23 febbraio scorso, la Direzione generale dell'immigrazione ragiona, infatti, sul numero di lavoratori stranieri necessari a reggere il "sistema Italia". La stima è cauta e si basa su diverse variabili.

25/02/11

Sostenere la transizione democratica nel Mediterraneo, accogliere e proteggere i rifugiati


“ Sostenere la transizione democratica nel Mediterraneo, accogliere e proteggere i rifugiati ”

Comunicato stampa del Tavolo Asilo
Acli, Arci, Asgi, Casa dei Diritti Sociali, Centro Astalli, Cir, Comunità S. Egidio, Fcei, Senza Confine
Roma, 25 febbraio 2011

Gli enti e le associazioni di tutela riuniti nel Tavolo Asilo ritengono che quanto stia avvenendo in Libia e in altri paesi del Maghreb costituisca un evento storico di enorme portata che va considerato non solo in relazione al probabile intensificarsi di arrivi di rifugiati verso l’Europa, ma in primo luogo guardando alle enormi potenzialità positive, sul piano economico, sociale e culturale che si aprono, per l’Europa nel suo complesso e per i paesi del Mediterraneo in particolare, a seguito della caduta di quei regimi corrotti e violenti che per decenni hanno dominato l’area.

L’Europa e l’Italia hanno il dovere di sostenere concretamente l’avvio dei processi di trasformazione democratica in questi paesi e, con senso di responsabilità debbono evitare allarmismi e il possibile diffondersi, nella popolazione italiana ed europea, di sentimenti di paura verso coloro che fuggono dalle violenze in atto. Al contrario, è il momento di realizzare, anche con il concorso delle istituzioni locali e della società civile, iniziative di accoglienza e di solidarietà e l’avvio di programmi di aiuto ai paesi interessati per un ritorno il più rapido possibile alla democrazia.

20/02/11

3 parole su Lampedusa


TRE PAROLE SU LAMPEDUSA

di Maurizio Ambrosini

La crisi nordafricana bussa alle porte dell'Europa. E a quelle dell'Italia in particolare, con il ministro Maroni che prevede l'arrivo di 80mila migranti. Mentre nelle cronache risuonano tre parole: clandestini, emergenza, Europa. Utilizzate a sproposito, come spesso accade. Perché ancora una volta messaggi propagandistici, speculazione politica, impreparazione voluta e retorica dell'emergenza prendono il posto di politiche serie e lungimiranti. Nel breve periodo, rendono di più.


La crisi nordafricana bussa alle porte dell’Europa. E in primo luogo a quelle dell’Italia, per posizione geografica e storia destinata a un ruolo di ponte tra le due sponde del Mediterraneo. Oltre 5.200 migranti sono sbarcati nel giro di pochi giorni a Lampedusa, e il ministro Maroni già ne calcola 80mila in procinto di arrivare, non sappiamo sulla base di quali informazioni. Tre parole risuonano insistentemente nelle cronache: clandestini, emergenza, Europa. Proviamo ad analizzarle con l’aiuto di qualche dato.