21/09/12

regolarizzazione: denuncia del Tavolo nazionale immigrazione

Regolarizzazione, denuncia del Tavolo nazionale immigrazione: il mancato chiarimento sulla documentazione da produrre per attestare la presenza rischia di far fallire il provvedimento.
Incontro con il ministro Riccardi e i tecnici ministeriali. “Chiarire al più presto cosa si intenda per organismi pubblici ampliando il più possibile il novero dei soggetti che possono rientrare in questa categoria”.
Fonte: immigrazioneoggi.it



Il mancato chiarimento sulla documentazione che attesti la presenza in Italia degli immigrati “impedisce di fatto a una parte dei datori di lavoro di far emergere i rapporti di lavoro in corso”.
È la denuncia del Tavolo nazionale immigrazione dopo l’incontro che si è svolto ieri presso il Ministero dell’integrazione e a cui erano presenti i rappresentanti dei ministeri dell’Interno e del Lavoro, coinvolti nella procedura di emersione.
Alla riunione, alla quale ha partecipato anche il ministro Riccardi, i rappresentanti del Tavolo hanno esposto le preoccupazioni derivanti dall’estrema difficoltà di utilizzare il provvedimento a causa di alcune condizioni previste per accedervi. I rappresentanti dei ministeri presenti hanno confermato la posizione del Governo che, secondo le organizzazioni del Tavolo immigrazione, “impedisce di fatto a una parte dei datori di lavoro di far emergere i rapporti di lavoro in corso”.
“La richiesta della prova di presenza in Italia al 31 dicembre 2011 – secondo le organizzazioni – è a nostro parere incongrua e ingiustificata e si configura come una vessazione sia nei confronti dei lavoratori che dei datori di lavoro”.
I rappresentanti del Tavolo (Acli, Arci, Asgi, Centro Astalli, Cisl, Cgil, Comunità di S. Egidio, Fcei, Sei-Ugl, Uil) sottolineano che ’’le pubbliche amministrazioni non possono produrre documentazione, salvo in casi molto particolari, per stranieri irregolarmente presenti nel territorio. La nostra richiesta, che non ha ottenuto risposta, è di chiarire al più presto almeno cosa si intenda per organismi pubblici, ampliando il più possibile il novero dei soggetti che possono rientrare in questa categoria, non escludendo anche il ricorso a certificazioni emesse da enti privati”.
“L’attuale situazione – spiegano i rappresentanti del Tavolo – determina fra l’altro uno scenario che potrebbe dar luogo a un ampio contenzioso giurisdizionale. Il rischio che abbiamo evidenziato anche in questa occasione ai rappresentanti del Governo è che il provvedimento venga applicato in maniera restrittiva e disomogenea e che, in assenza di una circolare esplicativa, si alimenti il mercato delle prove false e l’attività di faccendieri e imbroglioni. Non ci resta dunque che sperare – concludono le associazioni – che da parte del Governo arrivi finalmente un segnale che vada nella direzione da noi indicata per rendere davvero efficace e fruibile un provvedimento così atteso”.
(Red.)

Nessun commento:

Posta un commento