04/05/10

Comitato Nazionale degli Immigrati

Conclusi i lavori del primo congresso del Comitato Nazionale degli Immigrati. Due giorni di lavori e confronti con rappresentanti politici ed istituzionali.
I duecento delegati presenti a Roma hanno eletto il nuovo direttivo “per dar voce agli immigrati di fronte a Governo e istituzioni”.


Un neo costituito Direttivo nazionale, formato da rappresentanti dei principali gruppi etnici presenti in Italia, e un documento unitario, democraticamente approvato, da offrire alla società italiana come espressione del “punto di vista degli immigrati d’Italia” sui temi caldi dell’agenda politica: questi i due risultati ottenuti dal Primo Congresso Nazionale del Comitato Immigrati in Italia, conclusosi domenica a Roma.
“Lavoro, casa, sanità, istruzione, diritti, famiglia, imprenditoria, laicità, cittadinanza, immigrazione” sono stati questi i temi al centro del dibattito degli oltre duecento delegati locali, provenienti da quasi tutte le regioni, che si sono confrontati con rappresentanti del Parlamento e delle istituzioni.

Dalla due giorni sono emerse proposte concrete su ciascun argomento, stimoli al confronto per tutti i soggetti istituzionali che, a vario titolo, si occupano di immigrazione. “Auto rappresentarci è l’unica strada verso una reale integrazione - ha dichiarato alla conclusione dei lavori assembleari Edgar Galiano, rappresentante del Comitato - e, in questo senso, la scelta del 25 aprile non è stata casuale. Il nostro auspicio è che l’anniversario della Liberazione segni da oggi anche un’altra liberazione in questo Paese: quella degli immigrati dalla prigione del silenzio e della marginalità sociale”.
I prossimi passi del Comitato - organizzazione indipendente di auto-rappresentanza che dal 2002 si batte per la promozione e la difesa dei diritti dei cittadini immigrati - “d’ora in poi andranno tutti nella stessa direzione: porsi come voce autorevole degli immigrati italiani di fronte al Governo, alle istituzioni e ai sindacati, per cercare di ottenere tutti quei diritti di cittadinanza che oggi in Italia gli sono ancora negati”.

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